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Centomilioni

centomilioni

La Faraona dall’Eldo, il coniglio dal Sergio, la vitella da uno dei due, non ha importanza. Ciò che è importante è rispettare il menù imposto dai gusti della mamma (iper controllante) e del papà (con un principio di Alzheimer). “A pranzo la faraona trionferà al centro della tavola rotonda, sopra il mollettone, sopra la tovaglia salvamacchia, sopra il sottopentola di conchiglie Saluti da Noli made in China… Non arrivare tardi, riscaldata la faraona addio, sprecata, gusto di vecchio”. Una routine di gesti e (poche) parole, che toglie il fiato. Fortunati, quei due, ad avere una figlia come Teresa, “una personcina tranquilla, riservata” che ha scelto di restare a casa con i suoi, di non sposarsi, una che si accontenta, modesta, sensibile, Tère. Né bella né brutta, né magra né grassa, né alta né bassa, professoressa di inglese in un istituto di recupero, Teresa ha però un sogno proibito (Alessandro) e un diario segreto, ancora di salvezza che le permette di non andare totalmente alla deriva, un luogo dove poter finalmente confessare desideri e aspirazioni che in pubblico non riuscirebbe neanche a “pensare”…

Tutto quello che non accade: questo romanzo, come la vita di Teresa, è tutto in quello che non accade. Teresa scompare, laica consacrata, agli occhi dei più. Abituata a vivere sul fondale, come le sogliole, non ha mai amato nessuno, non è mai stata amata da nessuno. E innamorarsi di un suo ex studente appena maggiorenne a quarantasette anni potrebbe sembrare davvero la sua ultima occasione di “sentire” qualcosa, il suo riscatto. La “non storia” raccontata da Marta Cai ricorda un episodio di cronaca di qualche anno fa: professoressa di provincia finisce vittima di un ex studente bellissimo e malvagio. Marta Cai però, attraverso le pagine del diario di Teresa, vuole davvero riscattare il suo personaggio: le sue parole allucinate e claustrofobiche si alternano a lampi di lucidissima presa di coscienza della malsana solitudine a cui la sua esistenza è condannata. “La mia vita è una fuga perenne: da lei, dalle sue orecchie, dai suoi occhi, dalla sua voce che si è conficcata dentro il mio povero cervello”. La voce è quella della madre Maria, che Teresa ha introiettato così nel profondo da non riuscire più a distinguerla dai suoi pensieri originali. Finalista al Premio Campiello 2023, Centomilioni è stato pubblicato nella nuova Collana Einaudi “Unici”, dedicata ad autori che pubblicano il loro primo romanzo. Marta Cai, traduttrice e autrice di racconti, il suo primo romanzo lo dedica a una antieroina per eccellenza, e lo fa tenendosi sempre lontana dal senso di pena o di pietà per Teresa, regalandoci la figura di una donna che, accendendosi la sua ennesima sigaretta, ci guarda appoggiata a una bici e, come un monito, ci ricorda che anche lei esiste e desidera.