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C’era una volta adesso

C’era una volta adesso

Milano, 2020. A causa di quel maledetto virus di cui telegiornali e giornali radio non fanno altro che parlare, la mamma di Mattia ha annullato la festa del nono compleanno del figlio, perché teme che il virus si insinui nella ciotola dei popcorn. Mattia non è del tutto dispiaciuto, però, perché da sempre gli invitati alla sua festa lo preoccupano, in quanto tendono ad invadere la sua stanza e ad appropriarsi dei suoi giochi come se fossero loro. In particolare, il suo vicino di pianerottolo Giulio Mauro - c’è voluto tempo per capire quale sia il cognome e quale il nome - è il peggiore: finge di essere buono per fare i dispetti più perfidi, come quella volta che, con la scusa di cambiare l’acqua al pesciolino rosso di Mattia, ha rovesciato l’intero contenuto della boccia di vetro nella tazza del gabinetto e ha tirato lo sciacquone. Nonna Gemma, che abita nello stesso palazzo in cui vive il nipote, al piano di sopra, vuole che tutti si salga per festeggiare il compleanno del piccolo da lei. Ed eccoli quindi - con tanto di mascherina a protezione di naso e bocca e una quantità di disinfettante addosso tale da far starnutire in continuazione Rossana, sorella maggiore di Mattia - salire le scale per andare al piano di sopra. Insieme ai due ragazzi c’è Tania, la loro mamma. È una donna che non fa altro che leggere libri spirituali e aggiornarsi sulle principali tecniche di rilassamento, ma inutilmente: tutte le sue amiche la chiamano T’ansia, tanto per spiegare il suo livello di affanno e preoccupazione continua per ogni cosa. In casa della nonna l’odore del cibo si confonde con quello del disinfettante, ma non è questa la cosa che preoccupa maggiormente Mattia. Il suo sguardo è continuamente rivolto verso il posto vuoto accanto al suo, quello dove avrebbe dovuto esserci seduto suo padre Andrea, soprannominato Andrei da nonna Gemma, ad indicare il suo stato di eterno indeciso su tutto. Come regalo di compleanno, suo padre gli ha promesso la maschera da Spider-Man, ma più passa il tempo e più Mattia si convince che l’uomo forse si è dimenticato del regalo, del compleanno e, tanto per cambiare, anche del figlio...

Una fiaba moderna, una storia che nasce in un futuro prossimo ma che racconta un presente fatto di instabilità, un tempo sospeso in cui nessuno è padrone della propria vita e del proprio destino e in cui il mostro da combattere ha le sembianze di un nemico subdolo e invisibile, un maledetto virus inafferrabile. Una storia di affetti e speranza che si consuma al secondo piano di un condominio di Milano dove il cuore già disincantato di un bambino di nove anni - segregato nella sua piccola realtà quotidiana in compagnia di una madre ansiosa, una nonna appassionata di libri e stelle, una sorella ribelle, un gatto e un pouf parlante come veri amici e strani vicini di casa - non può fare a meno di confrontarsi con le sue paure e cercare di vincerle, realizzando che spesso dare una seconda possibilità anche a chi ci ha davvero deluso può rivelarsi un’arma vincente. Il virus ha stravolto ogni consuetudine e ha cambiato tutto: Mattia trascorre il suo tempo in casa, scopre la noia e la sua nuova quotidianità è fatta di una strana scuola che passa attraverso lo schermo del computer, del rispetto delle regole di una madre sempre più fissata con l’igiene e di telefonate consolatorie con la nonna. Ma lo stravolgimento maggiore è legato al ritorno, inatteso e per nulla ben accetto, nella vita di Mattia del padre, un uomo assente che pare non conoscere affatto il figlio, che si vede costretto a impegnarsi in una strenua lotta per riappropriarsi dei propri spazi in quell’improvvisata prigione che è diventata casa sua. Ma la vita, si sa, è ricca di sorprese e anche un padre, sempre indeciso su tutto e che non ha nulla del supereroe che ogni bambino vorrebbe accanto, può riservare sorprese se si decide di guardare oltre le apparenze e farne un alleato a cui dare di nuovo fiducia. Massimo Gramellini, con la levità e l’ottimismo che da sempre caratterizzano i suoi scritti, regala ai suoi lettori una storia dolce e ironica; un viaggio avventuroso dentro sé alla ricerca del perdono; un racconto fatto di dolcezza, profumo delle cose essenziali, complicità ed empatia; un romanzo colmo di sensibilità e speranza.