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C’era una volta l’amore

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Eloisa è una ragazzina con una gran voglia di imparare e di primeggiare negli studi, concentrata sulle lettere, il latino e l’arte della musica: quando incontra Abelardo, il maestro ben più vecchio di lei, ne rimane subito affascinata e di-venta la giovane se non più colta, sicuramente più innamorata di Francia… Lo stesso destino è riservato ad Hannah, quando si innamora perdutamente del suo professore Martin Heidegger, sposato con due figli, che sa farla sentire una “maliziosa ninfa dei boschi”, affermando di non resistere più alla “nostalgia di lei”. Lui però le dedica solo i ritagli del suo tempo, troppo occupato a pensare “all’essere-per-la-morte” e troppo preoccupato delle apparenze sociali. Quando le riservava qualche attenzione “lei si accendeva tutta, come un mesto Swarovski”… Lou Salomé appartiene invece alla categoria delle “seduttrici”: non si capisce bene cosa voglia e di chi sia innamorata, se più di sé stessa o di chi, a fasi alterne, ammalia; tutti la vogliono, la desiderano, la chiedono in moglie; lei si ritrae, lasciando “esplodere il desiderio dell’altro”. Lou rifiuta molti affascinanti pretendenti, persino Nietzsche che aveva letteralmente incantato sulla salita al Sacro Monte sul lago d’Orta, opponendosi in realtà all’idea di un amore ingabbiato dalle convenzioni sociali… Quando Simone e Sartre si incontrano, è subito amore a prima vista: un sentimento “necessario” che dura negli anni, al contrario delle relazioni “contingenti” che possono anche essere tollerate all’interno di una coppia aperta come la loro. Alla fine i due si allontaneranno, Simone vivrà altri amori intensi, come quello per lo scrittore Nelson Algren, ma lascerà sempre uno spazio nel suo cuore per colui che aveva riconosciuto come un “fratello” della sua anima e accanto al quale riposa per sempre… Ma cosa accade oggi a una donna quando si innamora? Le protagoniste di oggi sono molto diverse da Eloisa, Hannah, Lou e Simone?

Vittoria Baruffaldi nel suo libro ripercorre le fasi dell’amore - desiderio, culmi-ne, declino - nel loro perpetuarsi, a prescindere dal contesto storico e dalle caratteristiche individuali. Raccontandoci le storie d'amore di personaggi ecce-zionali, grandi personalità della filosofia e della letteratura, da Abelardo e Eloi-sa, a Hannah Arendt e Martin Heidegger, da Lou de Salomé e Nietzsche, a Simone de Beauvoir e Sartre, la scrittrice raggiunge la convinzione che l’amore rimanga un impenetrabile mistero: è questione che coinvolge tutti, a prescindere dalle personalità e dalle individuali capacità di comprensione. Nel libro le storie delle protagoniste del passato sono alternate all’’ironica ricostruzione della “biografia” della donna moderna, declinata con saggezza e umorismo in brevi capitoli dal chiaro carattere esplicativo: si parte dall’Educazione sentimentale parte prima e seconda (che per una teen tra ‘80 e ‘90 non poteva prescindere dalla mitica rivista “Cioè”), per giungere ai Fondamenta matrimoniali e alla Dialettica dell’assenza. Nel corso della lettura risulta chiaro che l’amore è una relazione con “l’altro da noi”, “un eterno rimanere estranei nell’eterna vicinanza”: l'altro sarà sempre capace di sorprenderci, sfuggendo all’idea che ci eravamo fatta di lui o alle nostre errate percezioni, scartando, tra tutte quelle ammucchiate per anni, proprio quella carta che mai avremmo previsto avrebbe lasciato cadere. Come ci suggerisce l’autrice, allora, l’unica mossa che ci rimane è prendere l’amore così com’è, lasciarlo fare, mentre si infila nelle nostre vite e le sconvolge per un tempo assolutamente imprevedibile.