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In cerca di guai – Avventure di una reporter di guerra

In cerca di guai – Avventure di una reporter di guerra

Tra le tante notizie pubblicate dai giornali il 10 marzo 1937 ce n’è una che inquieta di più. Il generale Francisco Franco lancia un’offensiva, sfonda le difese di Madrid, avanza di trenta chilometri e si avvicina a Guadalajara. I repubblicani sanno che sarà quella la battaglia che deciderà le loro sorti. Dopo qualche giorno, il mondo viene a sapere che Madrid è ancora in piedi e che i legionari italiani al fianco di Franco si sono dati alla fuga, una grande vittoria per la Repubblica. È in quel momento che Virginia Cowles decide di partire per il suo primo viaggio in Spagna. Nel freddo mattino all’aerodromo di Tolosa, nell’attesa del volo per Valencia, a Virginia sorgono i primi dubbi. Non ha alcuna qualifica come corrispondente di guerra, a parte la curiosità. Ha viaggiato tanto in Europa e in Estremo Oriente, ha scritto molto, ma solo articoli di costume, pacifici. Questa per lei è l’opportunità di realizzare corrispondenze più vigorose. Allo scoppio della Guerra Civile spagnola ha pensato che sarebbe stato interessante seguire entrambe le fazioni in lotta, scrivendo una serie di articoli che le mettessero a confronto. Originale e difficile al tempo stesso, comunque riesce a persuadere Ranck dei periodici Hearst della bontà della sua idea e adesso è pronta a partire per la Spagna e raggiungere Madrid stretta d’assedio. Nella sala d’attesa di Tolosa c’è una mezza dozzina di persone: chi legge, chi dorme. Virginia prende una tazza di caffè per riscaldarsi e ripensa ai consigli dei suoi amici parigini. Le hanno riempito la testa con storie atroci e tristi presagi. Le consigliano di andare in giro vestita male, da stracciona o addirittura con abiti da uomo. Virginia però non rinuncia al suo stile e porta con sé tre vestiti di lana fatti su misura, una giacca di pelliccia, tacchi alti, un cappello e naturalmente la macchina da scrivere...

In cerca di guai, che ha per sottotitolo Avventure di una reporter di guerra, è un memoir di Virginia Cowles (1910-1983), scrittrice e giornalista di fama internazionale negli anni Trenta. I suoi pezzi dalla Spagna saranno letti in tutto il mondo e durante la Seconda guerra mondiale continuerà a scrivere dai fronti in Italia, Francia e Germania. È stata la prima corrispondente di guerra, apripista per le tante donne che sono seguite dopo. Donne, che per il loro lavoro, hanno perso la vita, come le nostre Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli o l’indomita Marie Colvin. I nove capitoli che compongono il libro iniziano con la Spagna repubblicana e terminano con L’Inghilterra continua a combattere. Gli anni che racconta sono quelli cruciali in cui la Seconda guerra mondiale si avvicina a passo sempre più veloce, con Hitler che via via si espande in Europa e costringe infine la Gran Bretagna a prendere posizione. La Cowles è americana e riesce con sguardo più distaccato ad analizzare l’Europa, che gira in lungo e in largo, e a mettere a fuoco il ruolo dei suoi leader. Dimostra una grande abilità nello “scucire” informazioni a chiunque e una buona dose di tempismo o fortuna nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto. La Cowles racconta anche quale era la condizione del giornalismo all’epoca (e forse anche oggi), di come le notizie dalle zone di guerra potevano o non potevano essere rese pubbliche, passando sotto le forbici della censura. Sarà sempre interessata agli aspetti umani delle popolazioni che entrano in guerra, delle quali restituisce, nei suoi articoli, vere e proprie fotografie narrative. Proprio l’esperienza spagnola le farà capire sulla sua stessa pelle che non c’è solo leggerezza, la guerra è guerra, porta fame e sopraffazione. In quasi tutte le guerre c’è l’albergo dei giornalisti e a Madrid era l’Hotel Florida, che Virginia descrive memorabilmente come popolato da idealisti, mercenari, canaglie, martiri, avventurieri, fanatici, traditori e semplici emarginati. Tra coloro che hanno alloggiato lì ricordiamo: Sefton «Tom» Delmer del “Daily Express”, Ernest Hemingway, Martha Gellorn che diventerà sua cara amica, Eric Blair alias Geroge Orwell, Robert Capa, Gerda Taro, Leonid Eitingon, Dos Passos, Octavio Paz. A detta di Hemingway: “In quegli anni all’Hotel Florida imparavi tante cose quante a girare il mondo intero”. In cerca di guai, scritto e pubblicato nel 1941, riproposto da Neri Pozza è un reportage che conserva la freschezza e la brillantezza di quando è stato scritto, e apre tante domande sul nostro presente. Quello che scrive la Cowles nel maggio 1941 è più che mai attuale: “Ho visto solo una porzione dell’immagine che registrerà la storia ma, per quanto piccola, mi ha mostrato che la guerra attuale non è solo una questione tra nazioni. È una lotta per mantenere la giustizia e la misericordia sulla terra, e per preservare la dignità stessa dell’uomo”.