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Che meraviglia il Fondo Camilleri

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In via Corridoni, a Roma, c’è un tesoro per gli amanti della letteratura: è la casa dello scrittore Andrea Camilleri. O meglio, il suo archivio che, a distanza di tre anni dalla scomparsa, è stato raccolto e messo a disposizione di studiosi e lettori.



Oltre 70 anni di vita e lavoro, scritture e studi aperti al pubblico e presto digitalizzati per la consultazione libera. Non solo Montabano. Il patrimonio del “Fondo Camilleri”, dichiarato d’interesse storico dalla Soprintendenza archivistica del Lazio, è costituito da copioni teatrali, locandine, 300 sceneggiature, migliaia di fotografie dai set e dalle scene, oltre cento poesie inedite, e un ricchissimo epistolario con nomi da capogiro: Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Primo Levi, Eduardo De Filippo.

Per scoprire lo scrittore anche nel suo lato più privato - ma soprattutto come testimone di quasi un secolo di vita e cultura italiana - nei 120 faldoni sono conservate anche le numerose lettere indirizzate ai familiari e le sue agende. Qui annotava gli episodi cruciali dello sbarco degli alleati in Sicilia, i bombardamenti che lo costringevano alle fughe, ma anche le letture. Avide ed eterogenee: ogni giorno Camilleri leggeva almeno un nuovo libro.

La sede del Fondo è stata inaugurata il 7 giugno 2022, alla presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Non sono mancati gli amici e la famiglia, gli allievi e i colleghi, e un vivace viavai di persone, ammiratori dello scrittore. Il processo, ancora non concluso, di reperimento e catalogazione del materiale è stato portato avanti dalle tre figlie di Camilleri, con il sostegno della casa editrice Sellerio, da sempre e ancora legata alla produzione letteraria, dai gialli di Vigata ai romanzi storici e civili.

“Gli archivi sono eternamente vivi - scriveva il Maestro nel 2016 - perché sono la memoria del nostro passato, la memoria palpabile, e cioè la possibilità di controllare che cosa è stato il nostro passato”.



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