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Chimica coatta

Chimica coatta

Sapete che il litio, “er metallo più smirzo da’a tavola periodica”, è stato scoperto nel XIX secolo da un certo Johan “Polpettina IKEA” Arfvedson? Che l’elio è il primo dei gas nobili e per questo motivo “je fa popo schifo mischiasse ca’a plebbe dell’artri elementi”? E che dire del berillio, il “capitano de li metalli alcalino-terrosi”, “er più violento dei ioni 2+”, che pur essendo tossico era chiamato “glucino” fino a duecento anni fa, “dar fatto che ‘a maggior parte de li composti sua cianno un sapore dolce come ‘na sorchetta doppio schizzo alle 5 de matina”. Per non parlare poi del boro “un mattocoatto vero, bipolare, ‘n po’ metallo e ‘n po’ no”, un elemento fondamentale delle pareti cellulari, usato non solo per fare il borotalco, ma anche la vetroresina, i candeggianti e i fuochi d’artificio. Anche la storia del vanadio è interessante: questo elemento fu scoperto per la prima volta nel 1801 da Andrés Manuel “che lo chiamò PANCHROMIO perché li sali (...) ciavevano un sacco de colori fashion abbestia, tipo blu, verde, rosa, giallorosso e tutto il resto, tranne azzurro Lazio”. Il nome attuale gli venne dato trent’anni dopo, da Nils Gabriel Sefström, che lo scelse in onore della dea nordica della bellezza Vanadis. Lo stronzio invece prende il nome dalla città scozzese di Strontian ed è un metallo “caruccetto, tenero, argenteo, bianco, che però, cor fatto che è un botto reattivo all’aria e all’acqua, in natura ha da esse combinato co artri elementi”. E poi ci sono ancora l’ittrio, “sto ber coatto de vichingo”, l’osmio, l’elemento più raro dell’universo, il mercurio, “bello bello sbrilluccicoso ma poi te frega peggio d’ee sirene de Ulisse”, il “lunatico” selenio, il gallio, “er metallo che se scioje in bocca” e tutti gli altri elementi della tavola periodica...

La Scienza Coatta è un progetto di divulgazione scientifica che ha già al suo attivo, oltre a un sito web e a delle pagine social molto attive, anche un libro pubblicato da Garzanti nel 2018. Questo Chimica coatta ripropone la stessa formula, ma applicata in questo caso al mondo della chimica. Gli autori ci presentano ben 53 schede, dedicate ai vari elementi compresi nella famosa Tavola Periodica di Mendeleev: ci sono tutti i 39 elementi delle prime tre righe, oltre ad altri elementi sparsi particolarmente importanti come l’oro, l’argento, il platino, lo stagno. Il tono del discorso è del tutto informale: i vari elementi sono introdotti come se fossero personaggi di un racconto popolare, o meglio ancora di una serie tv, e i riferimenti ad attualità e cronaca abbondano. Ecco allora che i coniugi Curie sono definiti “i Ferragnez della chimica”, per parlare del platino si tira in ballo nientepopodimeno che Zaza agli Europei del 2016, nella scheda del Nichel fanno capolino Zio Paperone e Greta “Occhioarclima” Thunberg e così via. L’impostazione scherzosa nulla toglie però all’importanza dei contenuti di questo progetto divulgativo, che riesce con leggerezza a parlare di scienza in modo accessibile a tutti, senza nulla sacrificare al rigore. Certo coloro che hanno una antipatia insuperabile nei confronti della chimica o della parlata romanesca potrebbero essere in difficoltà. Per tutti gli altri, una lettura che è al tempo stesso divertente e istruttiva.