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Ci vediamo all’uscita

Ci vediamo all’uscita

Chiesa, interno giorno. Un folto gruppo di vecchi amici di scuola partecipa insieme ai parenti e alla mitica professoressa di Lettere del liceo al funerale del loro leader di sempre, Marco, scomparso poco più che trentenne. In prima fila la sorella Benedetta, alla quale piace pensare che al fratello maggiore avrebbe dato gioia vera uno di quei momenti, visto che ha sempre amato le cerimonie, i compleanni e le “pizzate” di classe. “Che bello” diceva, “così finalmente ci rivediamo tutti”. Intanto il sacerdote imbastisce con toni melensi e retorici un ricordo di Marco che nei più suscita fastidio. Dà segni di irrequietezza Maurino, che si domanda arrabbiato “Chi cazzo è questo?”. Ma alla stessa maniera non riesce a stare fermo Stefano, altro grande amico di Marco, che tra sé sbotta e pensa che “l’idiota dall’altare” si stia prendendo delle libertà che nessuno gli ha concesso. E il culmine viene raggiunto quando il prete invita l’assemblea a non piangere: “Marco non lo vorrebbe, siate forti, per lui e per voi. È proprio vero che si capisce l’importanza delle persone quando non ci sono più”. Parole vuote, banali che spingono Stefano, al termine dell’omelia, ad accostarsi all’altare e a delineare una commemorazione dell’amico scomparso più fedele: “È stato per molte delle persone qui presenti un punto di riferimento. Da ragazzini tutti noi sapevamo che qualsiasi problema potesse sorgere, Marco una soluzione l’avrebbe trovata”. Ma ecco che all’improvviso una voce irrompe dalla navata centrale: “Non avete mai capito niente di Marco. Mai!”. E tutti si voltano sorpresi a chiedersi chi diamine sia lo sconosciuto avventore…

Gli anni del liceo vissuti come un autentico percorso di iniziazione alla vita, l’esame di maturità interpretato davvero come momento di svolta e crocevia verso il futuro, i vecchi compagni di scuola che diventano punto di riferimento costante anche quando le giornate non sono più scandite dalla campanella. C’è tutto questo e altro ancora nel romanzo de I Trentenni, progetto web più che collettivo letterario nato dall’immaginazione di tre influencer note su Instagram (un’autrice tv, Silvia Rossi, una sales manager, Stefania Rubino e un architetto, Ilaria Sirena): Ci vediamo all’uscita è la loro seconda opera, dopo l’esordio narrativo nel 2018 con Hai detto trenta? (Rizzoli). Il tema non è nuovo e, risalendo negli anni attraverso la serie cinematografica di Notte prima degli esami e quella televisiva Compagni di scuola, senza dimenticare l’omonima pellicola di Carlo Verdone, fa tornare alla mente quel film cult che fu Il Grande Freddo del lontano 1983, che si dipanava proprio alla stessa maniera mettendo al centro degli eventi il funerale di Alex e la riunione degli ex compagni di college. Ecco, questo romanzo affronta con coraggio la sfida con un tòpos ben noto alla letteratura e al gusto recenti di sicuro effetto, e lo fa proponendo al lettore un’immersione piacevole negli anni spensierati dell’adolescenza accompagnata a una descrizione certosina del clima, degli eventi, delle musiche, delle letture, dei film degli anni Novanta. C’è una bella immagine verso le ultime pagine: i vecchi compagni di scuola si ritrovano una notte a darsi appuntamento nell’aula di liceo a bere una birra tra i banchi. Poi un rumore, un tramestio: il custode deve avere sentito qualcosa. E loro se la danno a gambe. E ridono: “Ridevano come si ride il primo giorno di scuola, quando tutto deve ancora iniziare”.