Salta al contenuto principale

Ci vuole un fisico bestiale

Ci vuole un fisico bestiale

Una mela: è la prima immagine associata a Isaac Newton. Secondo la popolarissima leggenda il frutto lo colpì mentre era sdraiato ai piedi di un albero, suggerendogli l’esistenza della forza di gravità. C’è molto di più. Dalla storia del grande scienziato, come da quella dei suoi illustri colleghi, si ricava una lezione fondamentale: “siamo tutti esseri umani” al cospetto di un mondo stracolmo di meraviglie. Altri umani passeggiano sulla Luna, creano i robottini che vagabondano su Marte e la Tesla in giro per il Cosmo, inviano dischi d’oro ai confini del sistema solare con messaggi dalla Terra. Umani sì, dunque, ma capaci di meravigliarsi e di vedere Newton sotto le vesti di un mago. Proprio come Harry Potter? Non proprio. Secondo le cronache dell’epoca lo scienziato inglese avrebbe più probabilmente indossato i simboli della casa Serpeverde: era, infatti, “arrogante, polemico”, accecato dalla rivalità… Una linguaccia: ecco cosa viene in mente pensando invece ad Albert Einstein. Altrettanto frequente è citare la sua formula più popolare: E=mc². La storia del genio tedesco è uno “WOW al quadrato”, essendo stato capace di rivoluzionare la fisica e di impartire lezioni di altissimo valore all’umanità… “Anche se non posso muovermi e posso parlare solo attraverso un computer, nella mia mente sono libero”: così si presentava Stephen Hawking, un genio-supereroe che ha svelato molti dei misteri del Cosmo e, in particolare, dei buchi neri. Sebbene immobilizzato dalla malattia, aveva partecipato anche a un volo “a gravità zero” e aveva recitato in un episodio della serie The Big Bang Theory, in uno dei film del ciclo di Star Trek e, inversione cartoon, nei Simpson e in Futurama. Sempre impersonando se stesso. Onori (e capolavori di autoironia) solo per pochi…

“È assolutamente necessario che i cittadini abbiano fiducia della scienza”, scrive Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica nel 2021, nella prefazione a questo libro. Ma il grande scienziato sa che lanciare appelli non basta: “La parola chiave - prosegue Parisi - è coinvolgente, ma spesso anche gli scienziati che scoprono cose interessantissime sono noiosi. Comunicare è un’arte che si può anche apprendere, ma bisogna dedicarcisi”. E Vincenzo Schettini, aka La fisica che ci piace, si dedica anima e corpo alla comunicazione, o meglio: alla divulgazione. Da anni raccoglie like e follower su ogni social, continuando a piazzarsi tra i più personaggi più popolari, e riuscendo a star lontano dalle storture del mezzo: protagonismi, personalismi, cadute di stile. Lo stile è invece un po’ (tanto) folle - come lo definisce lo stesso Parisi - eppure familiare, senza essere paternalistico. Schettini apre il libro appellandosi ai suoi lettori come “Lovvini del mio cuore” e si ripresenta nelle vesti di tour operator dello spazio-tempo, fra “personaggi WOW”, hashtag come sottotitoli di ogni capitolo, fumetti, QR code e citazioni molto pop, in bilico tra generazioni; dagli AC/DC ai Pinguini Tattici Nucleari, per intenderci. Funziona la trasposizione di un format social sul buon vecchio formato libro? In questo caso, sorprendentemente, sì. Nonostante Schettini abbia fatto del suo look e della sua simpatica cadenza elementi immediatamente riconoscibili, il libro - adatto ai ragazzi - mantiene un ritmo vivace e contenuti ben fatti. Certo, le idee del filone divulgativo per i più giovani sembrano sempre le medesime due: la storia dell’universo o le biografie di scienziate e scienziati. Abbondano invece i questo libro gli stralci in stile diario dalla vita dell’autore, intervallati da conversazioni che “avvengono nella testa” con i grandi personaggi raccontati. Per Ci vuole un fisico bestiale la sfida al mercato è aperta: riuscirà questo titolo a vendere oltre le 100mila copie del libro di esordio di Schettini?