Ciao Franca, grande voce di un secolo italiano

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Se n’è andata. Qualcuno potrebbe dire “alla veneranda età”... ma non vale per lei. Franca Valeri i suoi cento anni li portava benissimo, ancora lucidissima, ironica. Come sempre, anche se ora con la voce che tremava un po’.




Aveva dovuto abbandonare le scene, il suo palcoscenico, il suo teatro, ma i cento anni (che aveva compiuto il 31 luglio scorso), come è ovvio, meritavano cura e riposo. Adesso non c’è più. Scontato dire che ci sentiamo più soli, ma di certo la Cultura, quella con “C” maiuscola, ha perso un’altra rappresentante di grande prestigio. A Mangialibri siamo pienamente investiti da questa perdita: Franca Valeri non era soltanto interprete, ma anche scrittrice e commediografa. Anzi, più che “anche” forse direi “soprattutto”. E, al di là del personaggio che abbiamo amato per l’acutezza delle parole, per l’ironia, per il quadro sempre preciso dell’Italia e degli italiani, per il suo essere sempre schierata dalla parte delle donne, non potevamo rimanere indifferenti.

Nata nel 1920 da una famiglia milanese “bene” di origine ebraica, aveva debuttato come attrice nel 1948, cambiando il suo vero cognome Norsa in quel Valeri che voleva essere un omaggio a Paul Valery. Gli inizi non sono stati facili, perché contrastata dal padre che non voleva che salisse su un palcoscenico, ma la sua vocazione era troppo forte e anche le sue invenzioni. Con Vittorio Caprioli (suo marito) e Valerio Bonucci gli esordi, ma poi il suo nome è stato affiancato, nei vari successi, da Alberto Sordi al cinema, Nino Manfredi e Gino Bramieri in tv e moltissimi altri. Vantava anche una regia nella lirica. “La nostra generazione è preparata - era solita dire , aggiungendo: “l’esercizio è soprattutto di genere morale”.

I libri di Franca Valeri, dicevamo. Ci sono un’infinità di testi pubblicati da tanti editori, tra i più grandi. Difficile pensare una lista per date, perché da sempre stampati e ristampati, come Le donne del 1961 e ripubblicato nel 2012, o Toh, quante donne del 1992 e poi riproposto nel 2004. Il fatto è che i suoi testi non scadono, non risulteranno mai datati, proprio per il suo essere acuta osservatrice della realtà e della sua “follia”. Proviamo allora a ripercorrere la sua produzione editoriale con le ultime date, partendo dal 2003, anno in cui troviamo Il diario della signorina snob, classico dei classici della sua produzione anche teatrale e Tragedie da ridere. Nel 2005, invece, è la volta di Animali e altri attori, mentre nel 2009 è arrivato Di tanti palpiti e subito dopo (2010) Bugiarda no, reticente. È del 2011 il lavoro editoriale realizzato con Luciana Littizzetto L’educazione delle fanciulle, insieme alla pubblicazione di Non tutto è risolto. Ci sono stati poi Tradimento. Lezioni d’amore nel 2013 e Il cambio dei cavalli nel 2014. È storia più recente La vacanza dei superstiti (e la chiamano vecchiaia) del 2016, La stanza dei gatti, una raccolta di ricordi e riflessioni, sempre con la sua chiave di lettura ironica e geniale, del 2017, Il secolo della noia del 2019 e gli ultimi del 2020 La Ferrarina - La taverna e soprattutto la ristampa della raccolta Tutte le commedie. Una produzione notevole che ci permetterà di sentirla sempre vicina, con il suo sguardo disincantato e quell’aria “scostumata”, con cui ha raccontato il nostro Paese, nei suoi vizi, soprattutto e nelle sue virtù. Addio Franca, piccola ma grandissima donna del teatro e della letteratura, testimone attenta e puntuale della nostra storia...



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