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Cieli di Cornovaglia – Le due sorelle

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Londra 1816. “Uno spettacolo disgustosamente piacevole”. È quello che sta pensando William Dunford – alto, muscoloso, bruno, zigomi alti e sorriso sardonico, altruista, affascinante, autoritario, amico leale e, soprattutto, lo scapolo impenitente più affascinante della città -, guardando le due coppie accanto a lui. Si tratta di una delle sue migliori amiche, lady Arabella Blydon con suo marito lord John Blackwood, e del suo miglior amico, Alex, duca di Ashbourn, con sua moglie Emma, cugina di Belle. Sono tutti e quattro bellissimi e innamorati persi, e Dunford non si capacita che le due coppie continuino a guardarsi rapiti come il primo giorno. Non può proprio fare a meno di venirsene fuori con una delle sue acute e divertenti battute ed è per questo che Belle, puntandogli un dito contro, pronostica che un giorno anche lui incontrerà la donna dei suoi sogni e che allora toccherà a lei prenderlo in giro. Dunford è talmente certo che a lui ormai non capiterà più, che le propone una scommessa: darà ben mille sterline ad Arabella se entro un anno, come sostiene lei, lui troverà la donna che gli farà perdere la testa. Pochi mesi dopo, Dunford riceve una sorpresa del tutto inaspettata. Un avvocato gli comunica che lord Stannage, un cugino di ottavo grado, è morto e in mancanza di discendenti diretti gli ha lasciato in eredità una baronia e una piccola proprietà in Cornovaglia. In effetti, scoprirà presto che Stannage Park è una tenuta modesta ma deliziosa, con un maniero dalle pietre bianche e le finestre luccicanti. Ad occuparsene è Henry, come chiamano tutti Henrietta Barrett, la pupilla adorata di lady Viola, morta quando la giovinetta aveva quattordici anni, e di suo marito lord Carlyle. Il barone aveva adottato la piccola, originaria di Manchester, all’età di otto anni, quando era rimasta orfana e l’aveva cresciuta da solo, senza curarsi troppo di educarla come una vera gentildonna. Quando Dunford la incontra per la prima volta, infatti, la giovane indossa calzoni da uomo ed emana un odore non proprio gradevole, poiché si stava occupando dei maiali. La ragazza, che di certo non ha nemmeno vent’anni, colpisce tuttavia il nuovo signore della tenuta per il suo piglio risoluto e la sua sfrontatezza. È cresciuta libera e anticonformista e il suo unico desiderio è che quel damerino londinese se ne torni da dove è venuto e la lasci ad occuparsi della tenuta, come ha sempre fatto fin dalla sua adolescenza. Per questo motivo cerca, con tutti i suoi modi… stravaganti, di mostrargli il peggio di Stannage. Ma a Dunford la selvaggia Cornovaglia piace ed è affascinato da quella strana ragazza dagli occhi d’argento. In realtà, i suoi sentimenti sono piuttosto contrastanti e la sua confusione aumenta quando scopre di aver ereditato, insieme al titolo e alla tenuta, anche la pupilla del barone. Alla fine della sua permanenza, Dunford si convince che la cosa migliore sia portare Henry a Londra, anche se lei non vorrebbe affatto, e fare in modo che le sue amiche Emma e Belle e la madre di quest’ultima possano insegnarle come comportarsi in società per cercarle quindi un partito degno. Ben presto, tuttavia, l’uomo comincia ad avere dei dubbi, davvero deve trovare un marito per quella ragazza timida e sfrontata allo stesso tempo? L’attrazione che quasi da subito aveva cominciato a sentire nei suoi confronti non è, però, qualcosa di giusto e ben fatto: è la sua pupilla, diamine, dovrebbe proteggerla non desiderarla! Il giovane sente che quella attrazione si sta trasformando in qualcosa di più profondo, che per giunta lei sembra ricambiare. Qualcosa che Dunford non ha mai provato e che lo spaventa…

William Dunford è un personaggio presente in maniera importante nei due precedenti romanzi – Meravigliosa e Danzando sotto le stelle - della prima trilogia di Julia Quinn intitolata Splendid o anche Blydon. Nella nota inziale l’autrice dice di aver capito subito che era necessario dedicare la terza storia proprio a quel “mascalzone pericolosamente attraente e sconsiderato” ed è così che è nato questo romanzo brioso dalla trama classica, divertente e certo meglio riuscito rispetto ai due precedenti. Evidentemente, la futura creatrice di una saga amatissima quale è Bridgerton ha cominciato a prendere le giuste misure e a dosare meglio il linguaggio e lo stile, fino a ottenere una storia leggera e assai gradevole, senza le sbavature e gli eccessi che penalizzano le precedenti. E questo si evince facilmente, nonostante la traduzione di Cieli di Cornovaglia appaia a tratti sciatta, distratta e poco brillante. Lo stesso ritmo frizzante e i dialoghi altrettanto scoppiettanti caratterizzano anche lo spin-off Le due sorelle, che segue il romanzo e che vede protagonista Ned Blydon, fratello di Belle e cugino di Emma, anche lui amico di Dunford. Questo racconto lungo, pubblicato già in una antologia intitolata Dov’è il mio eroe, chiude degnamente questa trilogia leggerissima e la completa. Queste due storie sono certamente una lettura gradevole e disimpegnata, destinata a chi sotto l’ombrellone gradisce storie romantiche e divertenti. Consigliate anche agli orfani di Bridgerton che hanno letto tutti i romanzi della serie e non conoscono ancora gli esordi della loro amata Quinn; la ritroveranno tra queste pagine e leniranno un pochino la loro nostalgia.