Salta al contenuto principale

Cina

cinarutherfurd

Pechino, Cina, 1839. Jiang Shi-Rong è in viaggio verso la casa paterna, le notizie che ha ricevuto non lasciano dubbi in merito alla salute del padre ed è suo preciso dovere di figlio andare ad omaggiarlo un’ultima volta prima che sia troppo tardi. Il viaggio, tuttavia, deve essere rimandato: Jiang è atteso a Pechino, a colloquio presso il funzionario Lin, un’autorevole figura in cerca di un nuovo segretario. È un’occasione importante per Jiang, il colloquio non può essere rimandato nemmeno per circostanze famigliari tanto tristi. L’imperatore in persona ha affidato un compito al funzionario Lin: fermare il commercio di oppio dei diavoli stranieri, che sta devastando la popolazione, mandando in rovina intere famiglie e causando un’emorragia delle casse dell’impero. Provincia del Guangdong, Cina, 1839. Sono ormai sei mesi che Mei-Ling è diventata la sposa di Secondo Figlio, ma fatica ad essere accettata dalla madre di lui nella casa dei Lung, dove è entrata a far parte e dove ormai vive. Madre, così deve essere chiamata da tutti, non tollera che Mei-Ling provenga da una delle famiglie più povere del villaggio, difatti non ha nemmeno i piedi fasciati non potendo - la sua famiglia di origine - permetterselo. C’è un’altra ragione che rende Mei-Ling insopportabile agli occhi di Madre: il suo affetto per Niu, ragazzino che sembra volersi mettere in affari con i contrabbandieri di oppio. Calcutta, India, 1839. John Trader è impiegato presso un’agenzia di intermediazione commerciale, è consapevole che il lavoro onesto non lo arricchirà, almeno non nell’immediato, e lui ha bisogno di fare soldi velocemente se vuole sposare Agnes Lomond. Un modo per arricchirsi, rischiando tutto, ci sarebbe: il commercio di oppio in Cina…

“Le casse dell’impero erano ancora vuote, e le carestie si erano abbattute su una provincia dopo l’altra […] Le riforme militari andavano a rilento, mentre le potenze coloniali si aggiravano come lupi”. Prendere in mano questo tomo di mille pagine rischia di far arricciare il naso, immaginando erroneamente una lettura lunga ed estenuante. Eppure, le prime cento pagine volano via in un paio d’ore e poco più. Il romanzo è di genere storico e ripercorre le vicende cinesi e le relazioni con l’occidente, attraverso gli eventi che hanno sconvolto e agitato la Cina dal 1839 fino alla morte dell’imperatrice Cixi nel 1908. Si tratta di un periodo complicato per il gigante asiatico: il cosiddetto “secolo di umiliazione nazionale”, iniziato nel 1842 con la disfatta della prima guerra dell’oppio ad opera delle potenze coloniali occidentali e la stipula dei trattati ineguali. La prosa è semplice e scorrevole, il lavoro è basato su ricerche condotte dall’autore, come dichiara lui stesso all’inizio del libro. Per chi non avesse familiarità con la storia e la cultura cinese, questo romanzo ha il pregio di mescolare personaggi e storie fittizie con vicende realmente accadute e personaggi realmente esistiti, come il funzionario Lin, e fornisce fra le righe moltissime informazioni di stampo socio-culturale, quali ad esempio la fasciatura dei piedi riservata alle donne di un certo rango e l’importanza del pensiero confuciano per mantenere l’ordine nella società cinese. I dialoghi talvolta risultano un po’ forzati: si percepisce il tentativo dell’autore di svelare le vicende storiche e gli aspetti socio-culturali direttamente attraverso i personaggi, probabilmente proprio per l’importanza che l’autore attribuisce a questi elementi all’interno del proprio lavoro. Rimane comunque un romanzo molto lungo, in linea con la produzione di Rutherfurd.