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Coma

Coma

Lunedì 23 febbraio per Susan Wheeler sarà un giorno cruciale. Nella sua testa, troppo impegnata più a farsi domande che a darsi delle risposte, sarà nella migliore delle ipotesi un giorno difficile, nella peggiore disastroso. Da appena cinque giorni ha infatti completato il biennio, dove viene impartita la preparazione di base in aula e in laboratorio. Oggi però si inizia a fare davvero sul serio visto che inizierà il suo percorso “pratico” al prestigioso Boston Memorial Hospital. Susan già vede la sua quotidianità fatta di lezioni, appunti e studio metodico cadere in pezzi di fronte all’ambizione smisurata di giovani colleghi che si credono già medici affermati e allo scetticismo che dovrà affrontare – ancora una volta – per essere una donna, per giunta carina, calata in un contesto prettamente maschile. Tra i banchi dell’università e le provette dei laboratori è riuscita a vincere questo scetticismo con determinazione e faccia tosta ma la sensazione è che in reparto sarà molto più difficile, visto che non dovrà vincere solo i pregiudizi degli studenti e di qualche professore, ma di un intero ospedale dove esercitano luminari di gran fama. Il sonno di Susan è agitato, costellato da incubi, e la sveglia delle 07:15 sembra quasi un toccasana se non fosse la sveglia di quel fatidico 23 febbraio, l’inizio di una nuova difficile avventura...

Uscito nel 1977 e trasposto sul grande schermo da Michael Crichton – sì, il papà di Jurassic Park ha fatto anche il regista! – con il titolo Coma profondo (interpretato, tra gli altri, da Michael Douglas e Genevieve Bujold) l’anno successivo, Coma è il primo romanzo pubblicato dal medico e scrittore statunitense Robin Cook, unanimemente considerato da pubblico e critica come il padre del medical- thriller, vale a dire di quel genere che tende a ibridare le componenti classiche della letteratura di suspence con ambientazioni e tematiche di chiara ispirazione medico-scientifica. La trama vede la bella e ambiziosa studentessa di medicina Susan Wheeler cercare di fare chiarezza su alcuni misteriosi e inspiegabili casi di coma al Memorial Hospital di Boston ed essere inghiottita in una spirale dove il confine tra paranoia e piano criminale sembrano ripetutamente sovrapporsi. Abile nel disegnare sapientemente un contesto medico verosimile – sia sul piano scientifico sia per le dinamiche interpersonali tra colleghi in camice bianco – Cook mette a disposizione del lettore un bagaglio di esperienze vissute in prima persona, non rinunciando mai a fornire attraverso i suoi thriller una chiave di lettura che invita alla riflessione su temi mai banali come la libertà di coscienza e l’importanza di un progresso etico spaziando tra deontologia e morale in modo semplice ma convincente. Per il resto il romanzo si sostiene sull’impostazione classica del thriller: una protagonista sveglia e cocciuta disposta a mettersi contro tutto e tutti per raggiungere la verità; un partner combattuto ma che alla fine è disposto a darle una mano e un’equipe di super-cattivi che – per non svelare troppo della trama – non si fa scrupoli a lucrare sulla pelle delle persone in nome del profitto e di una concezione distorta della scienza e della ricerca. La formula funziona così bene che Cook la ripeterà, con le dovute varianti del caso, in quasi tutte le sue opere successive ma è a partire da Coma che l’epidemia del medical-thriller si diffonderà in tutto il mondo arrivando a vendere oltre 100 milioni di copie.