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Come in cielo

Come in cielo

Badìa, Sicilia, un assolato e afoso 7 luglio. La villa di Zu Pippo Puglisi è il paradiso delle feste e tutti aspirano a celebrare compleanni, matrimoni e anniversari in quella location dallo stile neoclassico. Zu Pippo e la sua famiglia vivono lì e tutti si adoperano per dare una mano nell’organizzazione degli eventi. Sara, la figlia maggiore del padrone di casa, è alla ricerca di Salvatore: piano per piano, stanza per stanza. Di Salvatore però, nessuna traccia. Ma per terra, nell’appartamento di Zu Pippo, c’è una ragazza. Decisamente morta. Come è arrivata fino a quella stanza? Cosa le è successo? Solo il giorno prima Salvatore è in piscina alla ricerca di un oggetto che riluce: un braccialetto con un ciondolo a forma di cuore e due lettere incise, una B e una T. Beverly e Tano. Beverly è il suo primo (e unico) amore e quel braccialetto ora sembra un segno. Ma i Russo stanno arrivando e non bisogna far aspettare Zu Pippo, suo nonno. Ripassano il menu e si salutano. La serata prevede la presenza di un ospite speciale: Tony Forcella, signore del neomelodico. Beverly, la sua Beverly, è la disc jockey. Al tavolo dei Privitera c’è anche Tano, maschio alfa prepotente e in aria di mafia. Salvatore li osserva chiacchierare dietro la siepe, come fa sempre quando c’è una festa alla villa. Forcella richiama tutti in sala e restano fuori Beverly e Salvatore. Da soli, in un abbraccio che sembra un sogno. Una stretta che toglie il respiro...

Badìa non esiste eppure i luoghi, le persone, le tradizioni, i valori sembrano noti, vicini. Dai dialoghi in dialetto passa una Sicilia ancestrale e silenziosa, fatta di sguardi e di calore, di famiglia e di proprietà. Una terra nella quale la mafia è presente ma non visibile, agisce nelle pieghe degli affari e dell’omertà, delle piccole e grandi violenze quotidiane. E si nutre di paura, quella che ogni personaggio del romanzo sperimenta e alimenta attraverso le dinamiche relazionali molto spesso tossiche e intossicanti. Il narratore onnisciente fornisce al lettore tutti gli elementi per costruire uno scenario completo, descrivendo luoghi e personaggi con uno stile scorrevole e coinvolgente, in costante bilico tra poesia e sceneggiatura. Damiano Scaramella, classe 1990, milanese d’adozione, editor e poeta, esordisce con il romanzo Come in cielo per NN (‘nomen nescio’, senza nome) Editore: un titolo che rimanda ad una speranza ma a Badìa, piccolo specchio di mondo, nessuno si salva. Salvatore come Isacco (“colui che ride”) è la vittima sacrificale di una società che del silenzio, della violenza, del denaro, delle scorciatoie ha fatto i suoi valori fondanti. In una solitudine che non lascia spazio alla redenzione. Per nessuno.