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Come Dante può salvarti la vita

Come Dante può salvarti la vita

Imparare a memoria testi poetici a scuola può essere un tormento, soprattutto quando si passa alla scuola media e superiore, quando a prevalere è il senso del dovere. E non capire la ragione di quello studio imposto dai professori rende tutto più fastidioso. Ma è davvero possibile che memorizzare una poesia possa salvare la vita di una persona? Costringere gli studenti a memorizzare lunghi brani può realmente portare un simile effetto? E di fronte alle loro perplessità come porsi per stuzzicarne la curiosità? Nel canto XXVI dell’Inferno, Dante e Virgilio visitano l’ottavo girone, noto come Malebolge, dove le anime dannate bruciano e ad attirarli è il rogo di Ulisse, emblema della sete di conoscenza. Dante e Ulisse, la conoscenza, la volontà di superare i propri limiti, è proprio questo canto a dare forza a Primo Levi, come lui stesso racconta nel suo celebre libro Se questo è un uomo, quando si impegna a insegnare l’italiano al compagno Jean, per restare umano, per avere uno scopo, dimenticare in un breve lasso di tempo rubato l’orrore che ha intorno. Non solo la poesia, anche la musica può portare la salvezza e un esempio in tal senso lo dà Edicson Ruiz, nato a Caracas in Venezuela nel 1985, dove inizia a frequentare le lezioni di musica sinfonica dell’organizzazione El Sistema, creata dieci anni prima da José Antonio Abreu, per sfuggire alla strada, allo spaccio di droga e alla morte. Ruiz inizia a suonare a 11 anni e a 17 entra a far parte dell’Orchestra sinfonica di Berlino. Altrettanto significativa è la figura di Carlo Lorenzini, meglio noto come Collodi, infatti è proprio la storia del suo celebre burattino Pinocchio (libro tradotto in oltre 240 lingue) a raggiungere il Kenya e a contribuire alla salvezza dei bambini degli slum di Nairobi...

“Una poesia di Dante può salvarti veramente la vita?” E in che modo? Dante non è che un simbolo della cultura e di ciò che rappresenta per l’uomo. Enrico Castelli Gattinara racconta come imponga ai suoi studenti lo studio a memoria di interi canti danteschi, spiegando loro l’importanza di tale impegno. Attinge a esempi concreti per rafforzare la sua idea, a cominciare dalla testimonianza dello scrittore Primo Levi all’interno del lager di Auschwitz, per poi citare Ericson Ruiz, un musicista che sfugge a una terribile condizione di vita. La storia di Pinocchio è determinante per i bimbi kenyoti, grazie al coinvolgimento in attività teatrali. Racconta la vita della fotografa Vivian Maier, divenuta celebre dopo la morte e quella del giovane Mohamed Keita, che nella fotografia ha trovato riscatto. Un altro esempio lo danno il pittore Antonio Ligabue, dall’esistenza tormentata e il cinema dell’iraniano Jafar Panahi, vietato in patria e celebrato all’estero, e del giovane etiope Dagmawi Yimer con suoi film documentario. E gli esempi non finiscono qui. Nel saggio trovano spazio anche le riflessioni dell’autore sul rapporto con i suoi giovanissimi studenti, le domande che pone loro per sondarne aspettative e percezione del mondo e della scuola. A spiccare nel testo è senza dubbio la profonda passione di Gattinara per l’insegnamento (non solo insegna alle scuole medie da circa trent’anni, ma è conosciuto a livello internazionale), quella vocazione nel guidare gli studenti a sviluppare senso critico e capacità d’analisi, empatia e curiosità, evidenziando come la cultura sia uno strumento potentissimo per comprendere la realtà in cui vivono e per dare loro gli strumenti attraverso cui realizzarsi e trovare uno scopo. Gattinara ha pubblicato nel 2018 il libro Dieci lezioni sulle emozioni, in cui esplora le emozioni degli adolescenti per cercare di capirli e aiutarli a gestirle. La sua nuova opera letteraria, Cerca sempre la bellezza, edita nel 2021, sprona a cercare la bellezza nel mondo che ci circonda, un insieme di armonia, curiosità e piacere che passa attraverso la natura o semplici oggetti. L’autore ha scritto articoli di argomento filosofico e ha inoltre partecipato alla docu-serie in 10 episodi andata in onda su Sky nel 2017 dal titolo “Scuola di felicità” (regia di Walter Veltroni), con protagonisti i ragazzi di una scuola media di Roma, che hanno risposto alle domande poste dal professore per spiegare la loro idea di felicità.