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Come due pianeti

Come due pianeti

Marco si lascia sfuggire due lacrime mentre guarda il paesaggio notturno sfrecciare oltre il finestrino del treno e pensa a lui che se n’è andato in un soffio, un’uscita magistrale senza l’imbarazzo di dover pesare su qualcuno, rompergli le palle per farsi accudire, imboccare, un rincoglionito che si sbava e si caga addosso. Per lui non era solo il professore di italiano delle superiori, ma è stato come un padre. L’assonnato controllore arriva all’improvviso e Marco sussulta, le gambe allungate sul sedile di fronte e le scarpe abbandonate a terra, ma quello controlla rapido il biglietto e se ne va senza grandi conversazioni. Del resto a quest’ora della notte non è il posto migliore dove trovarsi, ma costa poco, e il pensiero del prezzo lo fa sentire in colpa in un momento come questo, però quando vivi a Milano e stai risparmiando ogni centesimo in previsione del mutuo si tratta di sopravvivenza. Il panorama si fa sempre più famigliare man mano che si avvicina alla stazione del suo paese: tutto è immoto rispetto a vent’anni fa quando se n’è andato, e anche stavolta, come ogni altra, gli sembra di essere tornato per la prima volta. Il treno si ferma con uno sbuffo e l’aria è tiepida, sono le sette del mattino e i bar stanno aprendo. Quando suona il campanello di casa dei suoi, un pulsante vecchio che necessita di essere premuto a fondo, compare mamma Milena, il cui volto si illumina di un sorriso radioso. Mezz’ora dopo Marco è nella chiesa, quasi vuota, per il funerale…

Primo romanzo di Masse78, blogger da centinaia di migliaia di followers su diversi social e che preferisce mantenere l’anonimato, come dichiarato in una recente intervista. L’opera che a una lettura distratta può sembrare una storia leggera ha invece una scrittura profonda, carica di significati, di spunti di riflessione oltre che di buoni propositi e sentimenti e veicola un messaggio profondo: l’importanza di cambiare prospettiva e punto di vista, e ogni tanto anche sogni e aspettative, senza paura di scegliere, di prendere decisioni, di essere responsabile delle proprie scelte, sapendo cogliere le opportunità che la vita offre, invece che lasciandosi vivere. Lo stile di Masse78 è conosciuto da chi lo segue sui social (forse qualche aforisma arriva proprio da lì?), e anche in Come due pianeti regala perle di saggezza sarcastiche, caustiche ma anche dolceamare, con una prosa fresca, delicata, emotiva. La scrittura, fluida e scorrevole, è un andirivieni incessante, un flusso delicato che accompagna il lettore attraverso la storia e qualche piccolo colpo di scena increspa la superficie quel tanto che basta a deviare appena il corso delle cose e del suo procedere placido. Marco è un trentenne dei giorni nostri diviso tra Milano e un paesino del sud – mai nominato e che potrebbe essere qualsiasi paesino del sud – insoddisfatto, irrequieto e preda dei sensi di colpa: pensa, riflette e si racconta, senza riuscire a capirsi davvero. Una storia che fa stare bene, e a tratti fa anche sorridere, di radici che richiamano dopo averti lasciato andare, di pianeti che si allontanano e si avvicinano e di storie che ritornano e trovano persone diverse da come le avevano lasciate.