Salta al contenuto principale

Come fiori nella sabbia

Come fiori nella sabbia

Anno 1938, Tripoli di Libia, la “quarta sponda” d’Italia, l’Italia fascista che ha occupato il Paese africano. Stella è figlia di coloni italiani. Orfana di padre, vive con la mamma e il suo secondo marito Giorgio e ha un amico del cuore, Alì, un ragazzino che le ha insegnato a cavalcare Alqamar, bella dromedaria veloce e fiera. Da Alì Stella ha imparato l’arabo e da Stella Alì ha imparato l’italiano. Loro due sono sawa-sawa, uguali-uguali, come ama ripetere lui in ogni occasione. Quando non aiutano a zappare l’arida terra del podere e hanno del tempo libero, i due partono in groppa ad Alqamar e si spingono, nonostante i divieti della mamma, fino al deserto, immensa distesa abitata dalla voce del vento, in cui solo l’intelligente dromedaria si sa orientare con sicurezza. Amicizia e avventura colorano le giornate di Alì e Stella. Ma c’è chi non approva questo legame della ragazzina italiana con un “arabo puzzolente”. Non l’approvano i giovani balilla sbruffoni e nemmeno Giorgio, fascista convinto e un po’ ottuso, che cerca in ogni modo di allontanare i due amici. E ci riesce: Stella partirà per l’Italia e rimarrà in una colonia sul mare, a Cesenatico, per tutta la durata delle vacanze estive. La ragazzina non è contenta, le costa molto lasciare Alì e la mamma, ma quest’ultima la consola: “L’estate passa presto”. Sarà proprio così?

Il libro è ispirato alla vicenda dei tredicimila figli dei coloni italiani in Libia ai quali Mussolini aveva pensato di far conoscere la madrepatria attraverso un soggiorno estivo nelle colonie della GIL (Gioventù Italiana del Littorio) dislocate in diverse località dello stivale. Ma scoppia la guerra e la vacanza si prolunga in modo imprevedibile. Se dunque i protagonisti del romanzo sono d’invenzione, il contesto storico in cui agiscono è reale, così che la lettura del libro permette, indirettamente, di conoscere una realtà, come quella delle colonie italiane in Africa, spesso rimasta nell’ombra. Alì e Stella sono personaggi esemplari per il loro amore per la libertà e l’indipendenza e per la costanza e il coraggio con cui mantengono vivi e intatti sentimenti ed ideali, anche in condizioni avverse, in solitudine e apparentemente senza speranza. Crescono e cambiano nel corpo e nella mente, passano dall’infanzia all’adolescenza ma rimane costante, in loro, la fedeltà a se stessi, così che, sia la bambina in esilio nell’ignota patria d’origine, sia il ragazzino arabo nella sua patria occupata, rimangono nel profondo “sawa-sawa, uguali-uguali”, Il libro è “ad alta leggibilità” ed è per questo accessibile a tutti, anche a chi avesse qualche difficoltà di lettura.