Salta al contenuto principale

“Com’è l’acqua?” – Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato

“Com’è l’acqua?” – Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato

Lo stereotipo nasce dal pregiudizio, per generalizzazione, quindi senza un vero e proprio ragionamento alla base del pensiero. Inoltre esso è radicato nell’essere umano che ne trae almeno due vantaggi: evitare la responsabilità legata al produrlo e sfuggire al confronto con la realtà. Tuttavia, se pur conveniente dal punto di vista energetico, è assai dispendioso sul piano relazionale, poiché gli stereotipi inducono “al dominio, alla sopraffazione, alla discriminazione e all’esclusione”. Anche la differenza tra i sessi è viziata da preconcetti che derivano da norme tramandate non solo dai genitori ma anche dal sistema di comunicazione che ci circonda: media, film, riviste, ... Il patriarcato identifica le differenze sessuali secondo parametri biologici e genitali, senza tener conto del contributo culturale o sociale, andando così a ridurre l’ampia gamma di possibili soggettività che, invece, giustamente rivendicano la propria esistenza. È dunque necessario decostruire quell’approccio patriarcale basato su dominio e discriminazioni, proponendo un metodo nuovo e aperto alle giovani generazioni: la visione dello stereotipo come “gabbia” che definisce (o tenta di definire, erroneamente) “l’altro”, il diverso, soprattutto chi non rientra nella conformità di modelli standard imposti dalla società. Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma non è l’unico giorno dell’anno in cui bisognerebbe parlarne: sarebbe opportuno fare qualcosa ogni giorno. Per farlo è fondamentale che gli insegnanti in primis, correttamente formati, spazzino via i meccanismi socioculturali retaggio di sistemi educativi che subiamo da troppo tempo. Combattere il pregiudizio fornendo gli strumenti per elaborare un’adeguata critica è dunque un dovere educativo essenziale...

Maria Anna Di Gioia, docente e attivista femminista, propone questo progetto dedicato alla scuola secondaria di secondo grado, fornendo una guida per aiutare i docenti a sensibilizzare le nuove generazioni contro violenza e discriminazione di genere. L’opera si divide in sette percorsi che si snodano lungo l’anno scolastico, ciascuno dedicato a una diversa giornata commemorativa: in ognuno di essi viene analizzato un tema da un’ottica di genere, e numerose sono poi le attività da proporre agli studenti per stimolarne la discussione. Molto presente la storia qui esplorata in diverse tematiche: il femminismo, la lingua italiana, le condizioni della donna, l’evoluzione legislativa, quest’ultima citata nel dettaglio, anche in riferimento alla situazione attuale. A latere, vari argomenti “collaterali” a ulteriore supporto della teoria del maschilismo. Scorrevole, semplice e comprensibile, anche se rigoroso, non eccessivamente tecnico ma mai banale. Nutrite bibliografia e sitografia e numerose citazioni di esperti lo rendono ancora più credibile e scrupoloso, peccato per l’impronta estremista e l’importante influenza personale: non è del tutto imparziale, ma critica la società e le sue dinamiche. Alcuni concetti, infatti, anche se supportati da letteratura attendibile, non sempre sono del tutto condivisibili e appaiono un po’ esagerati, per esempio lo snaturamento del significato dell’amore e del matrimonio: ognuno deve essere libero di decidere, perché l’autrice predica la libertà ma non la concede. Una cosa sono la guerra alla violenza e alla disparità di genere, un’altra è appiattire certe differenze che sono naturali e in alcuni casi anche belle. L’esasperazione di alcuni concetti femministi può portare al disequilibrio in senso inverso. Per confutarli, tuttavia, occorrerebbero argomentazioni complesse che esulano dall’obiettivo di questo articolo. In ogni caso è globalmente un buon lavoro, ricco di opinioni condivisibili o punti di vista comunque interessanti e impattanti, che scuotono e stimolano la riflessione, ottimo supporto per gli insegnanti. Un volume che risalta l’importanza della scuola per combattere “diversofobie”, oscurantismo, intolleranza, discriminazione, bullismo ed esclusione, e promuovere invece rispetto e consapevolezza. Molto materiale di approfondimento è suggerito alla fine di ogni percorso.