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Come l’aria in un abbraccio

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Giacomo scrive ai genitori e al fratello dopo cinque mesi dalla sua partenza per Pechino. La scuola gli piace, ha tanti nuovi amici e ha anche trovato un lavoro che gli permette di mettere da parte un po’ di soldi per poter fare qualche viaggio. Sta bene, è orgoglioso di quello che riesce a fare, sta imparando anche a vivere in maniera minimalista, in fondo poche sono le cose veramente necessarie per vivere bene. Ma la cosa che più gli preme raccontare riguarda qualcosa di più intimo, un aspetto di sé di cui non ha mai parlato. Forse complice la lontananza, ha scelto di scrivere loro che da sempre è stato attratto dai maschi, che è gay. Li rassicura che i suoi gusti sessuali non derivano da un errore nella loro educazione, non è cosa che si impara, è uno stato naturale. Giacomo ora è sereno, felice, ma quando a dieci anni ha capito di essere attratto dai bambini e non dalle bambine, le cose si sono fatte difficili, la paura di essere rifiutato dalla famiglia e le prese in giro degli amici lo hanno convinto a tenere nascosta questa parte di sé. Non è una cosa passeggera, non una malattia, non una moda. La nausea che aveva nei giorni della maturità non era solo per l’esame, gran parte della sua agitazione era dovuta al fatto che stava pensando di dire loro il suo segreto, ma alla fine non ha trovato il coraggio, aveva troppa paura della loro reazione, ha preferito partire mantenendo il silenzio. Viaggiando ha conosciuto tante persone e gli ha fatto capire che nessuno può decidere cosa è bene per un’altra persona, oggi riesce a dire che…

Pier Luigi Gallucci ha scritto Come l’aria in un abbraccio perché l’esperienza di psicoterapeuta gli insegna ogni giorno che “le parole non sono mai neutre (…) sono strumenti che hanno influenza su di noi e sugli altri”: positiva o negativa, lasciano sempre una traccia. Ha scritto questo libro per raggiungere e aiutare chi si trova a affrontare la realtà di una persona cara che si confida relativamente alla propria affettività e identità sessuale “divergente”. Un testo che fornisce, in maniera semplice e chiara, informazioni precise, che racconta la realtà senza giudizi o pregiudizi, che suggerisce, attraverso le esperienze condivise, percorsi di crescita, di accettazione. Il mestiere di genitore è difficile, amare il proprio figlio non mette al riparo da delusioni, incertezze, smarrimento. Di fronte al coming out del figlio nessuno è pronto, nasce la paura: per lui/lei, di lui/lei, dei pregiudizi, della violenza fisica e delle parole. Il testo è suddiviso in quattro capitoli che offrono risposte e aiutano a orientarsi nei tanti dubbi che assalgono, oltre a un sintetico schema che suggerisce una serie di comportamenti che aiutano e altri da evitare rispetto alla percezione del futuro, alle emozioni, la vita sociale, le relazioni, la fede. Alle informazioni scientifiche, riportate con un linguaggio semplice e chiaro, sono affiancate tante testimonianze toccanti. Il testo si chiude con una ricca bibliografia per approfondimenti. Un manuale agile per affrontare il conflitto interiore e scoprire che non si è soli.