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Come le ali del pettirosso

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Augusto è un uomo di mezza età, single, e vive nella periferia romana insieme alla governante Radica. Più che una governante, Radica è un’amica, la stessa che lo riprende quelle volte in cui Augusto si lascia andare alle sue solite follie notturne, per rinsavire al mattino e salutare la povera malcapitata di turno. Una delle tante è Agnes. Anche stavolta ci sono ricascati e anche stavolta le avrà sicuramente spezzato il cuore. Lui è fatto così, ha la mania del controllo, è metodico e ha bisogno di gestire razionalmente tutto. Relazioni incluse. Ecco perché, quando viene convocato al Ministero degli Esteri, sente la sua vita sfuggirgli di mano. Davanti ai suoi occhi e nella sua mente i ricordi di molti anni prima, venticinque per la precisione. Impresso nei suoi pensieri un luogo familiare: il Venezuela. L’unica cosa da fare è abbandonare per il momento la sua quotidianità, la stessa che forse lo sta distruggendo…

Come le ali del pettirosso di Giordano Alfonso Ricci ci accompagna nel viaggio fisico e psicologico di Augusto, il classico uomo di mezza età pieno di sé, egoista, irrimediabilmente solo. Una solitudine in cui sguazza, assolutamente normale per un uomo così razionale e metodico come lui. Le emozioni sono un pericolo per quell’equilibrio e per quei muri che è stato così bravo a creare negli anni. Ecco perché vanno tenute a bada, proprio come ha fatto da ragazzo, rinunciando all’amore, la sua vera debolezza. Ma ciò che resta sospeso nel tempo e nello spazio prima a poi bussa alla porta di tutti. Augusto incluso. Ed ecco che troviamo un uomo sospeso tra l’istinto di abbattere la barriera dei sentimenti e il rifugio della ragione. Tra le pagine del libro assistiamo al dolore e alla solitudine di un uomo fondamentalmente tormentato dal pentimento, un uomo che fino a quel momento aveva tentato invano di mettere sotto il tappeto le sue debolezze. E poi c’è il Venezuela, il luogo della catarsi, che le parole di Giordano Alfonso Ricci dipingono con tutti i suoi colori e contraddizioni. Un luogo che nella sua dicotomìa rispecchia quella dell’uomo, sempre in bilico tra l’istinto e la ragione, sempre in cerca di risposte e di un senso. Lo stesso senso a cui Augusto nel suo profondo anela, nel tentativo di trovare il suo posto nel mondo.