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Come miele

comemiele

Sono due i posti in cui è possibile incontrare Elio Pepi. Al mattino, lo si può vedere per le vie del paese, dove consegna lettere e pacchi. Gli piace molto fare il postino, girovagare per i villaggi, entrare nelle vite delle persone a cui consegna lettere e cartoline e condividere con loro la gioia di un pacco inatteso o l’ansia di una lettera che non vuole arrivare. Elio vive a Brienno, sulle sponde del lago di Como e, a bordo di un vecchio scooter Garelli, consegna la posta nel suo paese e in quelli limitrofi. Ha da poco compiuto diciannove anni ed è fidanzato con Ada, sua coetanea. Nel pomeriggio, e nel fine settimana, poi, Elio lo si può trovare in via della Brugascia, a Brienno. È lì, infatti, che, dietro un muretto e oltre un cancello, tiene una decina di arnie. Elio produce un ottimo miele e trascorre tutto il suo tempo libero in quel luogo. Se non ha da fare, legge oppure gioca a scacchi con don Luigi, il parroco del paese che, soprattutto d’estate, passeggia fino al margine del bosco e si ferma dal giovane Elio per scambiare qualche parola e cercare di vincerlo in una partita. Di solito, però, perde, perché Elio è, a onor del vero, un abilissimo giocatore di scacchi. Di sera, infine, dopo aver consegnato lettere e curato le sue api, Elio Pepi se ne va a casa. Si tratta in realtà di una soffitta situata accanto alla vecchia filanda. Sono due stanzette, una cucina e un bagno. In quella casa ci sono un letto ampio, un divano sfondato, libri ovunque, Ada e lui. I due convivono da circa un anno. Ada, bionda e con la pelle di velluto, ha insieme a un’amica un piccolo negozio di alimentari, in cui, tra le altre cose, vende anche il miele di Elio. E per fortuna che glielo vende lei! Elio, infatti, non è affatto un abile venditore. Parla del suo miele a tutti con entusiasmo e finisce per regalare a chiunque barattoli del nettare delle sue api. In questo modo, quel che alla fine Ada riesce a vendergli è poca cosa, sufficiente appena a coprire le spese. D’altra parte, Elio è contento così: il lavoro di postino gli dà denaro sufficiente per soddisfare i suoi bisogni primari, mentre l’appartamento, così come il terreno su cui sono le sue arnie, glielo ha lasciato la madre…

Elio Pepi è un personaggio singolare, che senza fatica entra nel cuore del lettore e lì mette radici. Diciannove anni, una vita semplice senza smodate ambizioni, Elio fa il postino al mattino - empatizzare con le persone e gioire insieme a loro quando ricevono una missiva importante o rattristarsi con loro se la notizia ricevuta è spiacevole gli riempie in qualche modo la vita - e l’apicultore in ogni momento libero delle sue giornate. È la raccolta del miele prodotto dalle api la sua attività preferita e il giovane sa come prendersi cura amorevolmente di quegli insetti tanto industriosi quanto generosi. Elio è fidanzato con Ada, sua coetanea. Purtroppo, però, le analogie tra i due si fermano qui. Tanto Elio è semplice, generoso, empatico e modesto quanto Ada è ambiziosa, arrivista e calcolatrice. Il lettore ne ha sentore quasi immediato e vorrebbe fin da subito allertare l’innamorato postino, la cui ingenuità gli impedisce invece di cogliere le crepe di un rapporto fortemente sbilanciato. È stato molto abile Stefano Quatrini - autore lombardo che vive tra Milano e le sponde del lago di Como, in quella Brienno che diventa scenario nel quale ha ambientato le vicende di Elio; Quatrini si occupa di diritto tributario, ma ha la passione per l’enogastronomia e la scrittura - a rendere, con pochi tratti riuscitissimi, le caratteristiche peculiari del protagonista e delle figure che gli ruotano intorno, fornendo fin da subito al lettore tutti gli elementi in grado di dar vita a un intreccio avvincente e molto ben intessuto. Saranno proprio l’ambizione e l’avidità di Ada, e il carattere remissivo di Elio, a dar origine a una serie di eventi, che cominciano dal tentativo di mettere in atto il furto di un dipinto, la cui vendita è potenzialmente fonte di un ottimo guadagno. Il lago di Como e i graziosi scorci di Brienno sono lo scenario ideale per una vicenda che racconta l’ambizione più sfrenata, la superficialità più fastidiosa, ma anche l’amicizia, la capacità di porsi in ascolto nei confronti degli altri e, soprattutto, di accontentarsi delle piccole cose, quelle che sembrano minuscoli granelli di sabbia ma sono invece carezze sul cuore.