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Come ogni cosa in questo paese

Come ogni cosa in questo paese

Irlanda. C’è stato un nubifragio estivo. La cavalla è rimasta intrappolata nel fiume. Katie, giovanissima, non riesce a liberarla. La corrente è troppo forte, lei troppo minuta per opporvi resistenza. La cavalla ha una zampa bloccata dalle pietre. È la loro cavalla da tiro, la preferita di suo padre. Ma la fattoria è distante e serve aiuto subito. La ragazza vede dei soldati. Non le piacciono. Ma loro sono gentilissimi. L’aiutano e liberano la cavalla. Katie sa perfettamente che questo ora è un ulteriore problema e che suo padre, cattolico, non potrà mai accettare l’aiuto di soldati britannici… Dopo l’ictus che ha allettato suo padre, Sam, dieci anni, ha preso una decisione: dovrà andare lui stesso a lavorare nella segheria di famiglia per evitare che l’attività fallisca. Anche sua madre è della sua stessa opinione: bisogna stringere i denti e accettare l’unica offerta di lavoro arrivata dopo la malattia del marito. Fabbricheranno quaranta aste ben levigate che serviranno per la marcia dei protestanti. Loro sono cattolici e sono certi che il padre preferirebbe veder fallita la segheria piuttosto che lavorare per i protestanti… Kevin e sua madre lasciano Derry e vanno a vivere in un camper a Galway. Derry è diventata una città troppo pericolosa dopo i tumulti, siano nel 1981, e secondo la mamma, Kevin ha bisogno di “normalità”, di non pensare a suo zio che è nel carcere di Long Kesh e che sta facendo uno sciopero della fame. Il ragazzo a Galway si sente spaesato, vorrebbe solo tornare a casa, combattere lui stesso contro i soldati inglesi, aiutare suo zio e gli altri detenuti. Per fortuna l’amicizia con una coppia di immigrati polacchi e l’amore, appena scoperto, per il mare e il kayak, aiuteranno Kevin ad affrontare questo cambiamento…

Colum McCann, scrittore di origini irlandesi, vincitore nel 2009 del National Book Award con il romanzo Questo bacio vada al mondo intero, è considerato uno dei più talentuosi narratori contemporanei. La raccolta di racconti - pubblicata in Italia da Feltrinelli a esattamente ventitré anni dalla sua prima edizione - è il modo con cui McCann si misura con una narrativa molto simile alle radici della letteratura irlandese moderna. Tutte e tre le storie che compongono questa raccolta, due più brevi quasi a fare da intro alla storia più complessa, Sciopero della fame, si fondano su un rapporto complesso tra i due protagonisti che si trovano ad un bivio importante della loro vita. Toccherà capire in che modo affrontare il presente e porre le basi per una nuova vita: che si tratti di una cavalla o di far sopravvivere l’attività di famiglia. Più articolato l’ultimo racconto ci riporta all’Irlanda dei Troubles, a Bobby Sands, ad un clima di guerriglia urbana da cui una madre cerca di scappare per offrire al figlio una prospettiva di vita che abbia un respiro più ampio, un orizzonte diverso. Lo stile di McCann si basa su una scrittura apparentemente semplice (lontana dalla coralità di Questo bacio vada al mondo intero) e fondata sulla descrizione precisa, minuziosa della realtà, degli sguardi tra i protagonisti che si comprendono tra loro quasi senza parlarsi. Nei tre racconti sembra quasi ci sia una sorta di rassegnazione, tutta irlandese, al fatto che la vita sia complessa ma che bisogna comunque rimboccarsi le maniche e lottare per se stessi e per il proprio futuro.