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Come una foglia al vento

Come una foglia al vento

17 luglio 1994. Giuseppe Blaganò, per tutti semplicemente Peppe, guarda in una vecchia e gracchiante tv i mondiali di calcio USA. Avrebbe voluto gustarseli dal vivo, lui che fin da bambino è cresciuto con i racconti di Soriano come bibbia. Ci sarebbe tanto da gustarsi in quel mondiale. Il ritorno di Maradona in Argentina-Grecia, l'addio del centravanti messicano Hugo Sanchez, le prodezze di Gabriel Omar Batistuta, persino il dramma del difensore colombiano Escobar che sarà ucciso per un goal regalato agli Stati Uniti. Ma intanto gli elicotteri per la seconda volta tagliano in due il cielo colombiano sopra l'albergo in cui Blaganò s'è rifugiato. Non possono averlo individuato. Ma certo non può rimanere li ancora troppo a lungo. Il problema è semplice nella sua sconcertante evidenza. Come dovrà muoversi ora? Con i narcotrafficanti di Juan Ramiro Arango, la 'ndrangheta dei Rombolà e i ROS alle calcagna, Blaganò sembra essere questa volta senza alcuna via d'uscita...

Narcotraffico, cocaina, regolamenti di conti, Calabria, Colombia. E poi il calcio, quello dei racconti mitologici di Soriano che hanno segnato l'infanzia di Peppe Blaganò, il protagonista di questo noir tutto azione e adrenalina firmato dal documentarista cosentino Claudio Metallo. Il ritorno di Blaganò nella Calabria della sua infanzia diventa presto un labirinto di fili sottilissimi che lo imbrigliano nella ragnatela della malavita organizzata a cui Peppe non riesce più a sfuggire e da cui pare impossibile, se non pagando con la vita, affrancarsi. Un finanziamento chiesto per il suo mobilificio alla persona sbagliata diviene il peccato originale che costringerà Blaganò a stringere mani sempre più sporche, a firmare accordi con il sangue, fino a che l'imbuto non finisce per risucchiare anche lui e metterlo a nudo, solo contro tutti, proprio come Baggio davanti a Taffarel, in quella maledetta notte (qui da noi, là era giorno) nell'infernale caldo del Rose Bowl di Pasadena. Una buona prosa quella di Metallo, senza fronzoli, forse a volte fin troppo misurata, ma efficace e diretta per un romanzo che scivola via sempre godibile e freneticamente vibrante.