Maura ha quarantacinque anni, è una scrittrice ed editor freelance; vive a Milano con poche disponibilità economiche, e sta trascorrendo un fine settimana a Bologna con la sua amica Lena, una donna a cui è legata da un’amicizia che dura da venticinque anni. Durante la colazione, Lena le propone di visitare un mercatino dell’usato dove aveva acquistato un cappotto che a Maura è sempre piaciuto molto. Maura accetta, nonostante le difficoltà economiche; d’altra parte, ha davvero bisogno di un cappotto nuovo: l’inverno incombe e a Milano il termometro scende e di parecchio. Al mercatino, ospitato in un vecchio chiostro, Lena cerca di convincerla a provare alcuni capi, ma nessuno sembra adatto. Mentre passeggiano tra le bancarelle, Lena le confessa che, se troverà qualcosa di bello, desidera offrirglielo, come regalo per il compleanno e per Natale. Maura è imbarazzata da quella generosità ma, quando tra gli stand nota un cappotto verde petrolio di marca Max Mara che costa settanta euro e Lena insiste perché lo provi, se ne innamora immediatamente. Il capo le sta perfettamente e la fa sentire bella e protetta. Prima che possa opporsi, Lena paga il cappotto e glielo regala. Le due amiche lasciano il mercatino e si dirigono a pranzo dalla madre di Lena. In seguito, escono a passeggiare per Bologna. Lena accende una canna e la condivide con Maura, che fuma raramente marijuana. L’effetto la rende euforica e leggera. Sentendosi particolarmente bene grazie all’atmosfera della giornata e al nuovo cappotto, accetta l’invito di Lena a passare ancora qualche ora a casa sua prima di riprendere il treno per Milano. Seduta sul divano dell’amica, Maura ripensa alla loro conoscenza, nata ai tempi dell’università. Ricorda il breve periodo trascorso al DAMS di Bologna, gli anni di studio incompiuti e il successivo ritorno a Milano. Ripensa alla devastante relazione con Tony, l’uomo che l’ha lasciata proprio nel momento di maggiore fragilità. Ora Mara vive sola in una casa popolare ottenuta grazie a una lieve invalidità legata a una zoppia congenita. Condivide l’appartamento con il gatto Sedano e lavora leggendo manoscritti di autori esordienti, redigendo schede di valutazione e svolgendo lavori di editing, soprattutto nell’ambito del thriller, del giallo e del noir. La passione per questo genere nasce dall’infanzia, quando condivideva con la madre l’amore per i romanzi investigativi e il piacere di immaginare soluzioni e colpi di scena…

Grazie alla fantasia di Laura Facchi – editor e giornalista milanese – una nuova protagonista decisamente insolita si affaccia per la prima volta sul panorama del giallo italiano. Maura Amato è infatti un’editor freelance che passa le giornate a leggere manoscritti, individuare incoerenze narrative e aiutare gli autori a rendere più solide le loro storie. Proprio questa competenza diventa l’arma con cui si avvicina a un mistero rimasto irrisolto per oltre vent’anni. L’innesco della vicenda è legato a una scoperta casuale. All’interno di un cappotto acquistato in un mercatino di Bologna, Maura trova una lettera che sembra alludere a un omicidio avvenuto anni prima all’Isola d’Elba. Quelle poche righe, incomplete e inquietanti, finiscono per insinuarsi nei suoi pensieri fino a trasformarsi in un’ossessione. La ricerca di risposte conduce Maura all’Elba, lontano dall’immagine luminosa e vacanziera dell’isola. Qui il passato continua a pesare sui protagonisti di una tragedia che nessuno sembra avere davvero dimenticato. Gli adolescenti di allora sono diventati adulti, ma il tempo non ha cancellato del tutto paure, sensi di colpa e silenzi. Attraverso incontri, reticenze e ricordi frammentari, Maura prova a ricostruire una verità che appare sempre più complessa di quanto immaginasse. Maura è una donna segnata da molte fragilità: la precarietà economica, un amore finito nel peggiore dei momenti, il lutto per la madre, la fatica di ritrovare fiducia in se stessa dopo un periodo di profonda depressione. La quarantacinquenne non possiede particolari doti investigative e spesso dubita delle proprie scelte. Proprio per questo risulta credibile e vicina al lettore. La sua forza nasce infatti dalla determinazione con cui continua a cercare risposte nonostante paure e insicurezze. Abituata a smontare e analizzare le storie degli altri, Maura affronta persone e testimonianze come se si trovasse davanti a un manoscritto da revisionare: cerca contraddizioni, omissioni e dettagli fuori posto. Accanto alla componente investigativa, poi, trova spazio un percorso più intimo. La ricerca della verità sull’omicidio si intreccia infatti con il tentativo della protagonista di ricostruire la propria vita. Il romanzo segue così due linee parallele: quella del mistero da risolvere e quella della rinascita personale di Maura, chiamata a confrontarsi con le proprie ferite e con la possibilità di ricominciare. Laura Facchi costruisce quindi un romanzo che riesce a unire il fascino del cold case all’attenzione per la dimensione emotiva dei personaggi. E fa centro!