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Con le ali sbagliate

Con le ali sbagliate

Nino ha diciassette anni, ascolta Freddy Mercury ed è un ragazzo omosessuale. Lo sa perfettamente e lo ha sempre saputo. Così, dopo un bacio dato un po’ per caso durante il gioco della bottiglia, Nino decide di raccontarlo ai genitori. Questi lo credono malato e non basta nemmeno il parere contrario del medico, il quale spiega loro che semplicemente alcune persone sono fatte in un modo e altre in un altro, perché l’omosessualità di Nino rappresenta per loro un enorme problema, e, come tutti i problemi, ha bisogno di essere risolto prima possibile. Una mattina dunque si presentano con una lettera, lo definiscono un “aiuto del Signore”, un modo per risolvere la faccenda, per fargli ritrovare la via della fede. Ci credono, loro, ci credono profondamente, gli chiedono di fare un tentativo e alla fine anche lui finge di crederci. Da lì, Nino viene ricoverato in clinica, una residenza spirituale specializzata nel seguire ragazzi omosessuali lungo il “percorso di guarigione”, come lo chiama don Claudio, perché quella di Nino anche secondo loro è una malattia e come tale può essere curata, se non con la medicina, allora con la fede. Di questo, all’interno della comunità, tutti sembrano essere convinti. Ci crede don Claudio, intenzionato a risanare una ferita dell’anima, sembrano crederci Dario, Angelo e Lucio, altri ragazzi come lui, e sembra crederci anche Sabina, una sentinella in piedi certa di dover salvare il mondo da gente così. Ma non Nino, lui non ci riesce, non riesce a credere di essere lui l’errore in un mondo pieno di crudeltà e cattiveria...

“Così fai soffrire Dio, ma qui puoi trovare il coraggio che ti serve per cambiare”, scrive Matteo Pucciarelli in un suo reportage. Racconta di una clinica che si dice capace di curare l’omosessualità, ed è da questa lettura che nasce Con le ali sbagliate di Gabriele Clima, un messaggio di speranza per tutti quei ragazzi che come Nino non riescono ad essere fedeli a loro stessi, costretti, legati a genitori poco disposti all’ascolto. In fondo a diciassette anni forse non si hanno ancora le idee chiare. Nino perlomeno non ne ha e non ne ha perché non ci ha mai riflettuto, Nino è ancora lo specchio delle idee dei genitori. Di quei genitori che lo vorrebbero diverso, con loro ha stipulato un patto d’obbedienza. “Onora il padre e la madre”, recita la sua religione, ed è una cosa bella per lui, la fede, pulita. Gabriele Clima tratta un tema complesso, centrale per gli adolescenti di oggi, più liberi forse, ma ancora non abbastanza da esprimere liberamente chi sono davvero, da donarsi agli altri con la stessa genuinità di Maya che si presenta come “Maya, sagittario, transessuale”. Con le ali sbagliate è un romanzo indigesto che parla di un dramma adolescenziale profondo e universale, il dramma di capire chi si è davvero, staccarsi dai genitori ed accettare il sé sconosciuto che accompagnerà la vita adulta. Un romanzo dalla lettura scorrevole nonostante la profondità dell’argomento e che non sfocia in una tristezza drammatica lacerante, ma che anzi si condisce dell’ottimismo necessario, indispensabile, a non arrendersi alla dittatura del perbenismo e dell’ipocrisia.