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Confessioni di una donna incasinata

Confessioni di una donna incasinata
Incasinata, eh sì, questo è proprio l’aggettivo che calza a pennello per la mia vita, pare pensare Stephanie in ogni momento della sua giornata, da quando fin dal primo mattino deve cominciare a lottare contro il disordine che regna sovrano intorno e mettersi a ricercare per Peter, l’adorato marito, quella cravatta azzurra così indispensabile per la sua riunione di affari. E mentre tutto sembra precipitare, ecco che ci si mette anche Lawrence (il figlio di soli 8 anni che pare ormai un adolescente) con la sua richiesta di escogitare qualche cosa di veramente “vulcanico” per la sua lezione di scienze. Perché davanti alla classe non si può proprio sfigurare! Come se non bastasse anche la piccola Lydia arriva ad aggiungere guai su guai: scarpe infangate sui pavimenti appena puliti, i compiti terminati a suon di urla o la sua repulsione per i musei (anche se si tratta di visitare una sola sala e soprattutto dopo che il guardiano ha lanciato un’occhiataccia perché non ci si può accomodare su quel divanetto così invitante al centro della stanza). Molto meglio andare alla ricerca di un bel tutù per il saggio di danza! Ma come si può fare per tenere a bada quelle piccole pesti?, si chiede e richiede Stephanie. Una passeggiata nel parco e una chiacchierata con il padre di un amichetto di Lawrence che ha il suo bel daffare a tenere a bada una ben maggiore figliolanza, sono una doccia fredda: Vuoi conoscere il segreto? Basta che tu faccia l’adulta! ‘Adulta’, ecco è quella parola magica a rimbalzare nella mente di Stephanie e a scatenare una cascata di altrettanti quesiti: cos’è un adulto? E soprattutto come diventarlo? È Peter ad aiutare Stephanie a sbrigliare la matassa. Di certo, adulto è colui che sa quando non è il caso di mettersi le dita nel naso, che sa capire il momento di smettere di raccogliere in qualsiasi hotel piccoli souvenir che finiscono per collezionarsi nei cassetti di casa, o che si ricorda dove sono state nascoste le uova di cioccolato (indiscutibilmente fondente) per mangiarle prima che arrivi Natale. Stephanie ci ride un po’ su, ma ha il (leggero) sospetto che essere adulti sia ben più di questo. Ci vuole spirito ironico e sana autocritica per descrivere se stessa donna, madre (e forse anche moglie) imbranata e incasinata...

Spirito ironico che di certo non manca a Stephanie Calman, l'autrice di Confessioni di una donna incasinata. In una successione di eventi travolgenti e divertenti, senza timore, la scrittrice dalle molte sfaccettature si mette a nudo e confessa le sue fragilità, le insicurezze, le debolezze a fare fronte ai molteplici (seppure a volte banali) attacchi della burrascosa quotidianità. Il libro, scritto in un linguaggio che ha il sapore di casa e familiarità, strappa infiniti sorrisi per la sua spontaneità irriverente, per le battute comiche e sardoniche che escono dritte dal cuore. Quei quadretti di spaccato casalingo – una sorta di brevi sketch a tema – non hanno nulla di fantasmagorico: sono storie di vita vissuta narrate attraverso il filtro dell’ironia, a volte ingenua, ma utile per sdrammatizzare le pressioni della vita. Il romanzo è l’occasione per l’autrice per un flashback tra episodi di gioventù: scambi di opinioni con la sorella, dissapori familiari, la fine del rapporto dei suoi genitori si affacciano tra le situazioni di oggi e sono il giusto mezzo per un bilancio della sua vita che tutto sommato, Stephanie dice a se stessa, non è poi così fallimentare e disorganizzata come ad uno sguardo di superficie, potrebbe sembrare È l’inizio di un percorso verso l’acquisizione di quella agognata maturità e di un equilibrio interiore raggiunto a poco a poco, come una conquista, tra gli ostacoli piccoli e grandi della vita. Ciò che appare un limite - le frustrazioni, le amarezze di tutti i giorni, il tempo che scorre infingardo e beffardo lasciando i segni sul corpo, le situazioni e le cose - diventa un punto di forza per la costruzione di qualcosa di più rassicurante per se stessa ed il suo mondo di affetti e pensieri, anche quando tutto sembra vacillare e fare a pugni con la pazienza e la necessità di essere ragionevole (o adulta) nella guerra della vita che può essere dura, eccitante ma anche dolce e divertente. Con sarcasmo, Stephanie si racconta in tutto il suo essere donna, fino a sondare l’intimo. E al lettore resta la voglia di un sorriso anche sul meno “meraviglioso” della vita.