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Confiteor

Confiteor
"In questo Giardino di Getsemani il sonno ci tradirà. Il cielo si offuscherà con la congiura di un bacio. Presto sul monte fissati ai chiodi della vita ci erigeremo alti come croci". Le 53 brevi poesie di Paolo Corradini, oncologo del Policlinico di Modena, si abbeverano agli antichi miti ellenici e all'iconografia cristiana più arcaica o più decadente, odorose di una carnalità che sa essere dolorosa oppure inebriante, a seconda dei capricci del Fato. Poesie di sangue, incenso, terra e amore, immagini pervase da un afflato romantico, ora sturm und drang adolescenziale ora pensosa malinconia da uomo maturo. Piaceranno a chi ama i versi di Eliot, Foscolo, Leopardi, Garcia Lorca, le liriche dei cantanti più oscuri (come è successo con chi scrive, vecchio cuore dark). Non piaceranno a chi ama il minimalismo in poesia, la leggiadria, i colori pastello, a quelli che "haiku o morte", e a chi cerca nell'arte l'impegno sociale a qualsiasi costo.