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Consacrazione dell’istante

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Le poesie di Alida Airaghi rievocano l’atmosfera delle meditazioni, in uno stile prettamente femminile e intimista. Così la poetessa passa, lungo le sei sezioni che compongono la raccolta, dal tono profondamente meditativo delle prime pagine, a quello più colloquiale della seconda sezione, Mesi, in cui pare voler ritrarre la vita urbana dei nostri tempi, nel suo declinarsi lungo i dodici mesi dell’anno: una poesia per ogni mese. Segue poi L’ora ferma, in cui il tono torna ad essere quello della meditazione: “Destino autunnale delle foglie: / cadere e marcire, / essere spazzate via, finire / nell’inceneritore. / Uguale al nostro, dilatato negli anni, / non compresso in stagioni. // Su altri rami spunteranno / foglie diverse, in primavera. / Sera, e poi mattino; / dopo un vecchio, un bambino. / Voci nuove, voci perse”. La sezione successiva richiama Lo spleen di Parigi: come il flâneur baudelairiano, la poetessa sembra qui assorta nella contemplazione delle nuvole: “Amo le nuvole / che si muovono appena, / lente. Da sole / nel cielo, o raccolte / a catena: imprevedibile / ricamo, velo inaccessibile”. In chiusura, le sezioni Nominare gli dei e Symbolum: “Nella notte, le strade dell’addio: / strade che portano a tacere / nel buio; al nascosto mistero. / Al dio vero e abbandonato, / a un amore lasciato cadere. All’altare / nei campi, appena schiarito / da fari di auto veloci / come lampi di luce, / o raggi pietosi penetranti. / Ma l’ostia spezzata chiude il gesto / per sempre, e tutto è compiuto/ nella notte senza voci, / senza aiuto”...

Alida Airaghi è nata a Verona nel 1953 e attualmente risiede a Garda. Per anni ha vissuto a Zurigo, insegnando per conto del Ministero degli Affari Esteri. È un’autrice poliedrica: pur avendo scelto la poesia come forma prediletta di espressione, nel corso degli anni ha anche dato alle stampe svariati volumi di prosa, e a tutt’oggi collabora con varie riviste, quotidiani e blog, italiani e svizzeri. Questo Consacrazione dell’istante segue di due anni la raccolta Rime e varianti per i miei musicanti, uscita per le edizioni di Marco Saya nel 2020; nel 2021 era inoltre apparso il romanzo Se domani ti arrivano dei fiori (Giovane Holden Edizioni). La raccolta è composta da poco più di ottanta poesie, molte delle quali già apparse negli anni scorsi sui periodici online “Il Pickwick”, “Nazione Indiana”, “Cenobio” e “Gli Stati Generali”. La poesia di Alida Airaghi pare prender corpo e svilupparsi lungo un registro stilistico abbastanza intimista: quando in frammenti intrisi di astratto spiritualismo, quando setacciando visioni dal quotidiano: sbiadite cartoline estratte dagli anfratti della memoria, polaroid dei mesi dell’anno in città: ricordi di giorni lontani. È una poesia abbondantemente musicale: come ben fa notare Dino Villatico nella sua bella postfazione (intitolata Il mistero dell’istante) la musica sembra voler cogliere nel ritmo fuggitivo del verso la fuga della vita. Già apparsa in varie edizioni dell’antologia Nuovi poeti italiani edita da Einaudi fin dagli anni Ottanta, Alida Airaghi è sicuramente un’autrice di un certo livello, nel mare magnum della poesia italiana contemporanea.