Possiamo dire di conoscere la Luna, potendone osservare sempre soltanto il medesimo lato? Secondo il professor Roberto Elpidi la risposta è no. Persino una matita saprebbe di essere una matita sentendoselo ripetere in continuazione, e accontentandosi di sapere di essere solo una matita, non scoprirebbe mai di essere stata un pioppo, un tempo. Per questo il professore propone ai suoi studenti un esperimento molto particolare. Un ritiro in un rifugio in montagna per un mese intero. Ad una condizione... O si va tutti o non si va proprio e qualcuno ha già mosso le prime obiezioni. Pedro, il figlio dell’avvocato, il “tossico” per così dire, ha già detto che non gli va. Ma non è il solo. Filippo Casamassima, per esempio. Filippo non sopporta Andrea Berrino e Andrea, dal canto suo, gli sta sempre addosso e non perde occasione per metterlo in ridicolo. Poi ci sono Roberta e Marta, che si odiano. Per non parlare di Renzo e Chiara, a cui sta sulle palle Valentina. In sostanza, in questo ritiro probabilmente finiranno per ammazzarsi. Anche Silvia, migliore amica di Anita, non è entusiasta all’idea di lasciare il suo fidanzato Enrico per un mese intero e Paola invece ha gli allenamenti di calcio a cui pensare. Insomma, ognuno ha le sue buone ragioni eppure, chissà come, Elpidi alla fine riesce a convincere ognuno di loro. In fondo vivere tutti insieme, tutti i giorni, giorno e notte, per trenta giorni di fila potrebbe non essere solo l’occasione per conoscere se stessi, ma anche chi hanno intorno...

Traspare una certa vicinanza con i giovani dal romanzo di Andrea Maggi, e anche una certa comprensione. Nessuno degli adolescenti è però il personaggio meglio caratterizzato. Nonostante infatti quel pizzico di impegno in più nella rappresentazione dei ragazzi, apprezzabile sicuramente, alcuni tratti purtroppo potrebbero apparire esasperati fino a risultare a volte poco realistici, il che si incastra a fatica con la sensibilità autentica che invece guida il romanzo. Sensibilità che però si deve tutta al personaggio del professor Elpidi, attraverso cui filtro passa l’intera vicenda, aspetto che rischia di allontanare i lettori più giovani, ai quali palesemente il romanzo punta, da un coinvolgimento effettivo. Il professore è infatti il personaggio meglio sviluppato e c’era da aspettarselo da parte di Andrea Maggi, sia per la sua carriera di insegnante, sia per il ruolo di professore nel docu-reality firmato Rai 2 “Il collegio”, con il quale format, Conta sul tuo cuore, presenta oltretutto moltissimi punti in comune. Anche qui infatti i giovani con tutte le loro stranezze, inquietudini, difficoltà e se vogliamo, la loro arroganza o insolenza, non vengono demonizzati, anzi vengono caratterizzati accostando a queste le tante altre sfaccettature e motivazioni che solitamente vengono lasciate da parte. In Conta sul tuo cuore Andrea Maggi si cura dunque di non propinare i classici personaggi triti e ritriti, l’uno fotocopia dell’altro – come spesso accade quando si tratta di adolescenti – ma anzi dimostra di comprendere i giovani malgrado tutti gli spigoli che l’immaturità comporta, quel tanto che basta almeno a scrivere un romanzo che non si limiti ai soliti, banali cliché.