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Continuare a respirare

Continuare a respirare
Una giovane donna siede al buio sulla poltrona del suo salotto, e guarda se stessa dall'angolo della stanza. Joy Stone è il suo nome. Nella dicotomia di queste due parole che compongono la sua identità è contenuto il suo sarcastico destino: da una parte la gioia, la leggerezza, la levità, dall'altro il peso della gravità, di qualcosa che zavorra a terra e impedisce il volo. A poco a poco, la vita di questa giovane insegnante di Teatro di Glasgow si sbilancia verso quella parte del suo nome più dura, dolorosa e scabra. Ma qualcosa in quel punto desolato e profondo ce l'ha spinta. La morte per annegamento di suo marito Michael. A soli 27 anni, Joy sperimenta l'alienazione e la depersonalizzazione di una crisi depressiva che la condanna a non trovare più "un senso". Attraverso la narrazione in prima persona, il flusso di coscienza e di pensieri - a volte fortemente ossessivi - di Joy raggiunge il lettore come se provenisse dalle pagine di un diario personale che accoglie il resoconto della vita quotidiana fino ai più oscuri e intimi pensieri di una mente spaventata dall'assenza di senso del presente. Ma un trucco c'è. E il trucco è continuare a respirare...
Una discesa lenta e inesorabile negli abissi dello sbandamento emotivo, dell'esaurimento nervoso, del disturbo depressivo. Janice Galloway lascia che tutto il male oscuro emerga lentamente dalle pagine di questo libro, suo debutto come romanzo, con il quale ha vinto numerosi premi e ricevuto ottimi riscontri di pubblico e critica. Autrice di racconti, insegnante scozzese anch'essa, la Galloway dà vita a un personaggio femminile fragile e nonostante tutto ironico, capace di prendere in mano ogni singolo pezzo di una vita ridotta in frantumi e ricostruirla, per portarsi in salvo. Dal titolo inglese del romanzo, The trick is to keep breathing, sono stati ispirati i Garbage nella composizione dell'omonimo singolo rock.