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Controdizionario della lingua italiana

Controdizionario della lingua italiana

Muta la società e cambia la lingua. Vocaboli di diversa provenienza si insinuano nel linguaggio canonico per entrare nell’uso comune. Si tratta di un fenomeno di dinamismo che caratterizza tutte le epoche e tutte le latitudini. Ma mai con l’intensità odierna. E non solo di termini stranieri, soprattutto inglesi, si tratta. Ci sono numerosi termini, locuzioni, espressioni gergali, che sono confluiti perfino nel linguaggio letterario. In questo modo, accorciando il secolare distacco tra lingua scritta e orale. E così ci si imbatte in dialettalismi arabeggianti. Si veda il caso si Asgarra, esclamazione di fastidio a fronte di sollecitazioni moleste. O il baiasciumi dei brontoloni; il bisolone a cui si dedicano i pigri che amano il sonnolino pomeridiano; o l’atto del cafuddare, ossia colpire violentemente. Talvolta si può sentire l’eco del fondo latino. Così è per l’espressione siciliana “chi nicchi e nacchi”. Si tratta di una deformazione di “nec hic, nec hoc”, con un di più di colore e vivacità espressiva. E via discorrendo, passando dalla cucina al vestiario; dalle operazioni quotidiane alle spericolate divagazioni fantastiche. Con apertura a neologismi coniati soprattutto nell’ambito delle generazioni più giovani…

Il brioso volume curato da Graziano Gala è frutto di un lavoro collettivo realizzato da studenti della scuola professionale di Inzago. Alunni e docenti si sono impegnati, e probabilmente dilettati, in una ricerca ad ampio raggio. Ne è venuto fuori un dizionario certamente trasgressivo, intrigante, se si vuole eretico. Le singole voci, nella loro essenzialità, consentono al lettore di cogliere la portata di una grande trasformazione che non riguarda soltanto la sfera comunicativa. E che non può essere frettolosamente liquidata come il capriccioso operare di una generazione ansiosa di uscire dai vecchi schemi. In questo dizionario c’è, infatti, uno spaccato di un mondo dinamico: di una generazione che vuole uscire dalla marginalità, anche proponendo in maniera creativa una vera e propria rivoluzione del linguaggio e del costume.