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Cosa fa la gente tutto il giorno?

Cosa fa la gente tutto il giorno?

“Niente attori, persone normali. No partecipazione agli utili. Nessuna esperienza necessaria. Ci servi solo tu. Le Terre dei Pellegrini, il parco a tema più nuovo del Massachusetts, ha bisogno di tipi di ogni genere per recitazione/presenza ludica. Ottima retribuzione, contratto regolare, contributi e altro. Chiamaci subito”. Tra centinaia di annunci, questo sembra fatto apposta per Elaine: appena tornata da una missione in Africa con i Peace Corps, e senza alcun luogo, tanto meno famiglia, a cui appartenere, Elaine avrà solo bisogno di un vestito da pellegrina e un nome d’arte. Alle 5 del pomeriggio il lavoro era suo… Ogni notte, il marito di Miranda aspetta che sua moglie si addormenti per scendere nel ripostiglio al piano di sotto dove tiene nascosta la sua adorata cagnolina. L’ha addestrata a stare buona tutto il giorno, e la notte esce con lei. Miranda non deve saperlo, è allergica ai cani e non potrebbe mai capire il bisogno d’amore dell’uomo, meglio farle credere che abbia un amante, piuttosto che confessarle la felicità che prova allo sguardo di quella testolina… Si erano conosciute alla tavola calda Del Ray, Miss Alice Paul e Rose: avevano ordinato la stessa cosa, un toast con pancetta croccante e pomodoro, “era sembrato più che logico che andassero a vivere insieme”. E così era stato, per più di 20 anni. Ma ora che Rose non c’era più, nessuno si era preso il disturbo di dire a Miss Alice Paul che fine avrebbe fatto, dal momento che i soldi per pagare l’affitto lei non li aveva…

I dodici racconti di Peter Cameron sorprendono quasi tutti i personaggi nell’attimo in cui sono sospesi tra un prima e un dopo. Cameron ce li presenta in un momento di smarrimento e paura che determinerà il passaggio da una fase della vita all’altra, e c’è una particolare cura con cui lo fa, uno speciale riguardo nel maneggiarli, come se fossero esistenze piccolissime, fragili e preziose, come se, anche solo una parola scritta a caso potesse essere in grado di sgretolarli. Scritti e pubblicati su diverse riviste americane tra il 1980 e il 2014 (“Rolling Stone”, “The Kenyon Review”, “The New Yorker”, “The Yale Review” tra le altre) e nonostante il lunghissimo arco temporale, i racconti sembrano mantenersi aderenti a una poetica unica: non c’è spazio per farci capire da dove arrivano queste vite, e spesso non c’è neanche quello per mostrarci dove andranno a finire, ci dobbiamo accontentare di un frangente, perché tutto sommato le vite degli altri sono come le nostre, fatte di attimi che si susseguono, e in tutti quegli attimi c’è qualcosa che potrebbe valere la pena di essere raccontato. Che sia un taglio sbagliato di capelli, un dolore insuperabile, una messa in scena, un amore clandestino in una casa disabitata, un cane immaginario, tutto può essere meritevole di diventare materia letteraria. Ecco cosa fa la gente tutto il giorno: qualcosa di complicato e difficilissimo, che agli occhi degli altri sembrerà insignificante, e agli occhi di uno scrittore come Cameron si manifesterà per quel miracolo faticosissimo che è: vivere.