Jen è in camera sua, distesa su un letto disfatto e con mille scatoloni intorno, sta scrivendo e disegnando su un taccuino, elencando le cose che le mancano della città e quelle che proprio non sopporta della campagna. Non ha tempo però di lamentarsi troppo: sua madre la chiama per andare ad aiutarla a trasportare un pacco appena arrivato, contenente l’abbeveratoio per galline. Mentre trasportano il pacco le due discutono e Jen espone le sue decisioni: prendere le uova è ok, ma mangiare quelle stesse galline che alleveranno e a cui dovrà badare lei stessa tutti i giorni, questo proprio no! Poco lontano Walter, il nuovo fidanzato di sua madre sta costruendo il pollaio e le annuncia che, se anche ora “Jenny” si sente sola, nel weekend non lo sarà più, verranno le sue figlie a farle compagnia. Jen però non ha la minima voglia di conoscere le figlie di quell’antipatico di Walter, anzi, a lei piace stare da sola. Infatti l’unica cosa positiva che ha trovato in questo trasloco è un grande soppalco dentro il fienile, subito adibito a rifugio segreto, dove poter leggere e disegnare in santa pace…

“Una delle cose peggiori dell’essere bambini è ritrovarsi in situazioni in cui non si ha nessun controllo sulle decisioni degli adulti che riguardano anche noi. Ma a volte è anche una delle cose migliori”. Così chiosa l’autrice di questo fumetto nella postfazione in cui racconta l’ispirazione autobiografica, con tanto di foto documentali e aggiornamenti sulla vita dei personaggi, dietro questo piccolo e brillante graphic novel, che racconta una storia tutto sommato semplice e prevedibile, un’antipatia verso qualcosa che si trasforma pian piano in una grande passione, ma lo fa con una freschezza invidiabile nel disegno e nella narrazione. La storia di Jen e delle sue sorelle part-time Andy e Reese, e in generale di cosa significa vivere in una famiglia allargata, è raccontata con talento e profondità, senza evitare anche i momenti di scontro e riflessione, costruendo personaggi, adulti e bambini, realistici e credibili.