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Costanza e buoni propositi

Costanza e buoni propositi

In due minuti, con due marche da bollo e due firme, Costanza cambia il cognome della figlioletta, che da Macallè, quello della madre, diventa Erdély de Verre, quello del padre che l’ha conosciuta, e riconosciuta, solo da un paio di mesi. Flora è frutto di una vacanza spensierata a Malta e Costanza, mamma single, ha deciso di cercare quel Marco di cui sapeva poco o niente. In due mesi la vita del neopapà è cambiata radicalmente e con essa anche gli equilibri della piccola Flora e di tutti coloro che le ruotano attorno. Costanza dal canto suo ha messo da parte il sogno di lavorare in UK, nonostante la possibilità che le era stata offerta, e per il momento si barcamena in una professione che non è la sua, in una città che non è la sua, in una vita che, forse, vorrebbe diversa, sempre in attesa della rivincita che è sicura di meritare. Nel frattempo sta imparando ad amare il suo lavoro di paleopatologa a Verona, di cui si è momentaneamente dovuta accontentare avendo inaspettatamente vinto una borsa di un anno. Costanza è un medico Anatomopatologo, ma non ci sono posizioni aperte, al momento. Marco sta per sposarsi con la fidanzata storica, Federica, perfetta sotto ogni punto di vista, e anche se sono “due mezzi estranei che condividono una bambina”, Costanza si rende conto che lui non le è indifferente. Così, sempre in bilico tra cervello e cuore, cercherà dare il suo contributo alla risoluzione dell’accattivante mistero di alcune ossa risalenti al quattordicesimo secolo rinvenute in un cantiere milanese, impegnandosi per dar loro un’identità…

Secondo capitolo della nuova serie dalla penna di Alessia Gazzola, Costanza e buoni propositi racconta ancora di Costanza, della piccola Florabella e del loro quotidiano fatto di amore, sogni infranti, imprevisti e tenacia. Al loro fianco la giudiziosa Antonia, sorella Psicologa anche in casa, che col suo senso di responsabilità, sa sempre qual è la cosa giusta. Scritto al presente e in prima persona racconta gli eventi, ma anche riflessioni e pensieri, dando al lettore pieno accesso al cuore della protagonista e del suo modo di vedersi sempre negativo ma senza autocommiserazione. Costy che si trovava al vertice della “top five delle ragazze facili della scuola”, e che capitolava davanti al fugace piacere del corteggiamento, con Flora che è la prova di un passato che lei giudica poco adatto a una brava ragazza, Costy e la sua perenne inadeguatezza, il suo essere in costante difetto, rassegnata a essere sempre seconda a qualcuno di migliore, più adeguato, in ogni ambito, ma con la tenacia di procedere sempre a testa alta senza abbattersi. In realtà Costanza suscita tenerezza e tanta voglia di abbracciarla, per sussurrarle che invece è splendida e dovrebbe soltanto credere più in se stessa. Parallelamente corre la storia delle ossa del cantiere ambientata nel 1300, vicenda parzialmente vera, parzialmente arrangiata, come la stessa Gazzola dichiara nella nota a fine romanzo, conferendogli così uno sbiadito connotato giallo-storico, che lo rende ancora più interessante. La trama rosa la fa comunque da padrona, ma non è melensa, perché gli imperfetti personaggi compiono un percorso di cambiamento: tutto questo li rende più veri. Una lettura scorrevole, fresca e leggera in cui rifugiarsi, dal finale volutamente (?) sospeso che lascia spazio – speriamo – a un nuovo capitolo.