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Crime

Crime
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Il poliziotto Ray Lennox non è mai del tutto in vacanza, anche quando le priorità personali dovrebbero prevalere sugli impegni lavorativi. Lui e la sua donna Trudi sono oltreoceano, a Miami, e stanno sistemando le ultime formalità per poi convolare a nozze. Si sono conosciuti quando Ray aveva ventisette anni e Trudi solo diciotto, hanno avuto una relazione che è fallita, ma poi sono tornati insieme tre anni dopo. Malgrado ciò, nessuno dei due sembra del tutto convinto del grande passo. L’agente sembra perseguitato anche nel suo soggiorno statunitense dalle indagini della polizia edimburghese sulla scomparsa di una ragazzina: Britney Hamil, sette anni, è uscita alla otto e trenta di casa per andare a scuola ma non ci è mai arrivata. Secondo alcuni testimoni un furgoncino bianco è stato visto allontanarsi velocemente. Ray ne ha visti tanti di casi del genere nella sua sezione, ma quello lo ha colpito nel profondo. Come se ciò non bastasse i litigi con Trudi si fanno insostenibili: Lennox non sopporta la smania della sua compagna, sempre presa dalla lettura ossessiva di Perfect Bride e dalla fretta di predisporre in ogni minimo dettaglio la cerimonia. Al culmine di uno dei loro litigi Ray prende la decisione di farsi un giro per bar, una ridiscesa nei vizi che conosce bene. È così che conosce Robyn (Robyn-con-la-y) e la sua amica Starry. Mentre stanno mettendo su un festino a base di coca e strusciamenti promiscui si aggiungono a loro due tipi loschi, Lance e Johnnie. Ray e Robyn hanno quasi ceduto e stanno per concedersi una scopata, Ray non è molto convinto e la donna ha un alito fetido all’aroma di tabacco, ma nel frattempo un urlo li distoglie dal loro intento: la figlia di Robyn, Tianna, è sotto quel porco depravato di Johnnie e si dibatte. Lennox interviene, mette in fuga i due maniaci e strappa alle loro grinfie la bambina, ma c’è bisogno di salvarla, di portarla lontano da questo marciume… 

 

Ideale seguito del fortunato Il lercio, nel quale agisce uno dei personaggi più noti e meglio riusciti di Welsh, ovvero il poliziotto sui generis “Robbo” Robertson, Crime è un ulteriore passo dell’autore nel mondo del noir/poliziesco. È un’esperienza allucinata e cupa, un classico percorso di discesa nel baratro della corruzione morale, filtrata dall’abile penna di un autore bravo come pochi nel far notare la sua impronta. Ray Lennox si esibisce in un “coast to coast” in Florida, è un insolito angelo custode per la piccola Tianna, la cui innocenza si sovrappone con flashback e cambiamenti di scenario a quella di Britney Hamil. Purtroppo, e su questo è bene essere estremamente sinceri, non si tratta di una delle opere migliori dello scozzese, forse per il fatto che quasi sempre ricalca stereotipi consolidati del genere e perché di conseguenza viene quasi rinnegato il credo welshiano, dato che Crime non aderisce quasi in nulla a ciò che ci si aspetterebbe di leggere dal romanziere di Edimburgo. Non c’è nulla dell’inventario di trovate geniali sfoderate nella sua carriera, non c’è nulla della sua freschezza e delle situazioni borderline di cui narra solitamente. Il degrado e lo sfascio sono solo lontanamente lambiti da Lennox, il linguaggio è stranamente misurato e quasi “politically correct” in una maniera che non ci si aspetterebbe.