La serata si sta svolgendo in maniera meravigliosa. Ha chiamato Papa quella mattina stessa ed eccoli lì, insieme a cenare in un ristorante. Un invito organizzato per soddisfare la curiosità di Betty nel voler conoscere Hemingway; certo, Slim sa che il rapporto tra lei e Papa funziona così bene e da così tanti anni proprio perché la loro storia si basa su fugaci e fuggevoli incontri. Se fossero stati costretti ad incontrarsi anche qualche volta di più di quanto non avessero stabilito tacitamente, è convinta che sarebbero passati a non sopportarsi nel giro di qualche giorno. Eppure, per l’amica, ha violato quasi senza opporsi quella regola. Quando Betty glielo ha chiesto direttamente – “Chiamalo Slim. Digli che andiamo da lui” – non ha potuto ignorare di aver provato, oltre alla gelosia, anche una punta di orgoglio: nessuno può chiamare Hemingway e disporre del suo tempo a piacimento, tranne che lei. Ed eccole lì, sedute allo stesso tavolo di quell’uomo dal quale fu travolta nel lontano 1939, quando lo vide uscire “con passo sicuro da casa sua a Kay West e l’aveva lasciata senza parole”. Un incontro che Slim, quando ci ripensa, non può che suscitarle ancora tenerezza e orgoglio perché, da allora, Papa la guarda come non ha mai guardato nessun’altra, nemmeno sua moglie seduta a qualche metro di distanza…

Nato come prequel del più celebre I Cigni della Quinta Strada, con Cuori temerari Melanie Benjamin offre un’anticipazione di chi saranno i protagonisti di quel mondo, tra gli Anni Cinquanta e Sessanta e a cavallo tra la letteratura e il cinema. Slim Hawks Hayward, Ernest e Mary Hemingway, Truman Capote e Lauren “Betty” Bacall sono alcuni dei “ben noti personaggi pubblici”. Centrale nella narrazione è il rapporto tra Hemingway – chiamato affettuosamente Papa – e l’attrice hollywoodiana Slim: il loro rapporto nasce dall'ammirazione reciproca, alimentata dalla fascinazione di Hemingway per la bellezza di Slim e da quella di Slim per la personalità e il talento dello scrittore. Un rapporto che, sebbene la Benjamin sottolinei che “gli avvenimenti e i dialoghi riportati nel testo sono frutto della fantasia dell’autore e non vanno interpretati come reali”, emerge con naturalezza dalla scrittura: i dialoghi - privi di sovrastrutture ma resi colloquiali e credibili – restituiscono quella complicità tra i due così invisa ai vari mariti e mogli di entrambi. Al di là che si conoscano o meno i vari personaggi, fatta eccezione per i nomi più noti, Cuori temerari richiama nelle atmosfere, nella nostalgia e nello sfarzo quasi decadente Il Grande Gatsby di Fitzgerald: un mondo sempre in bilico tra la luce e l’oscurità, nel quale la magia dei ruggenti Anni Venti continua a brillare, nonostante ormai siano inesorabilmente lontani. Un romanzo che non si limita a descrivere un’epoca ma che, con i suoi personaggi e le sue contraddizioni, riesce a farla rivivere attraverso le pagine di un libro trasmettendo quasi una punta di rammarico per non averla potuta vivere.