Londra 1887. Veronica fissa la bara della sua tutrice calata nel terreno, senza riuscire a piangere. Sa che zia Nell se lo meriterebbe, quantomeno per rispetto. La sua morte era attesa, dopo una lunga malattia durante la quale Veronica l’ha accudita al capezzale, ricordi e sogni a occhi aperti come unica gradita distrazione da impacchi e letture ad alta voce. Adesso ogni legame con la sua infanzia è reciso, ma Miss Speedwell non ne è preoccupata, anzi, si sente finalmente libera di lasciare l’Inghilterra e di essere libera per il mondo, come le farfalle meravigliose che ama studiare. Dopo la funzione il pastore la invita in canonica per il tè, e benché Veronica non abbia alcuna voglia di passare del tempo con lui e la sua noiosa consorte, accettare è più semplice che articolare una scusa, quindi lo segue, ma durante il tragitto si accorge di un uomo che li sta scrutando, di sicuro uno straniero come il suo acuto spirito di osservazione suggerisce, ma che si allontana quasi subito. La conversazione in canonica prende una piega sgradevole: non solo Vittoria non è d’accordo con le critiche mosse da Mrs Clutterthorpe circa la sua educazione carente, ma non ha intenzione di maritarsi col vedovo Mr Britten e diventare madre di sei marmocchi! Miss Speedwell è una donna libera che non disdegna la compagnia maschile, e nei suoi viaggi si concede senza remore a stranieri avvenenti e dalle squisite maniere. In rientro al cottage, la attende una sorpresa: un intruso vi si è introdotto e dopo aver lasciato tutto sottosopra cerca anche di rapirla, finché il gentiluomo che la osservava al cimitero mette in fuga il malvivente…

Primo capitolo della seconda serie a firma di Deanna Raybourn, una saga di dieci romanzi (!) dedicata stavolta all’avventurosa Veronica Speedwell, A curious beginning è un cosy crime incalzante dal buon ritmo, dove le peripezie (e i battibecchi!) dei due protagonisti, gli indizi, i colpi di scena e i misteri da risolvere sono il fulcro dell’opera, un bel mix di romanzo storico (molti dettagli e ambientazioni realistiche), giallo e romance, anche se la quota romance è soft, stuzzicante e mai ingombrante e il rapporto slow-burn di Veronica con il co-protagonista non si sviluppa mai e rovescia i soliti cliché romantici. La prosa è semplice ma non elementare, è corposo ma fila veloce, la trama è dinamica anche se in alcuni punti un pochino lenta e appena troppo descrittiva, ma riesce a essere anche divertente. Ben bilanciato il rapporto tra dialoghi, credibili e ben costruiti, e testo. I personaggi sono ben definiti e quasi mai scontati: Veronica è un personaggio anacronistico, un’eroina moderna, un po’ troppo libera, indipendente e sicura di sé per l’epoca. Stoker è altrettanto portante e accattivante, non è solo uno riempitivo estetico o funzionale e i due protagonisti sono complementari, si incastrano alla perfezione. Anche i personaggi secondari, comunque, sono bel delineati, anche se alcuni, come spesso accade, meriterebbero più spazio. La storia è parzialmente autoconclusiva e molti punti vengono rivelati, ma qualcosa resta aperto e incuriosisce il lettore. La copertina è una chicca! Realizzata dal grafico Leo Nickolls è seducente e rispetta lo stile dell’epoca, semplice ma efficace. La veste grafica è rispettata anche nella versione italiana.