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Dalla Russia con amore

Dalla Russia con amore

“E così, vorreste lavorare nell’Unione Sovietica, Mister Grant?” – “Sì, mi piacerebbe lavorare per voi”. – “E che lavoro potreste fare, Mister Grant?” – “Io sono esperto nell’uccidere la gente. Lo faccio assai bene. Mi piace”. È iniziata così l’avventura di questo singolare individuo nei ranghi della SMERSH, il controspionaggio sovietico, l’organizzazione omicidi ufficiale del Governo. L’acronimo altro non è che la contrazione di “Smiert Spionam”, che significa semplicemente “morte alle spie”. Non c’è posto migliore per uno come Grant, uomo dal fisico scolpito e dalla brutalità feroce dell’omicida seriale, oltretutto amplificata nelle notti di plenilunio. Una sorta di licantropo dell’omicidio, ma anche un servitore leale e prezioso quando si vuole lasciare un messaggio inequivocabile e indiscutibile. Il destinatario stavolta sarà James Bond, quell’agente del Servizio Segreto Britannico che forse sarebbe stato meglio fare fuori in Francia, quando era in balia di quel traditore di Le Chiffre. Pazienza, a rimediare alle leggerezze del passato penseranno il colonnello Rosa Klebb e l’agente – nonché campione di scacchi – Kronsteen. L’obiettivo è dare ai nemici dell’Unione Sovietica e, in particolare all’MI6, un segnale tanto forte quanto invisibile. Il piano è machiavellico e studiato fin nei minimi particolari. Serviranno una bella e affascinante ragazza russa e la mano armata e assetata di sangue di Grant...

Dalla Russia con amore (1957), quinto romanzo della saga di 007, è senza ombra di dubbio uno fra i più riusciti, se non il più riuscito della serie. Apprezzatissimo persino da John Fitzgerald Kennedy – il quale disse che sarebbe stato uno dei libri da “salvare” in caso di catastrofe nucleare – è una spy story convenzionale e, una volta tanto, plausibile, che tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Stavolta James Bond dovrà recuperare la macchina crittografica Spektor che la giovane e disponibile disertrice Tatiana Romanova sarà pronta a consegnare in cambio di protezione ed espatrio oltre cortina. Chiaramente si tratta di una trappola ordita dalla solita SMERSH – in questo romanzo particolarmente agguerrita e feroce – e Bond dovrà dar fondo a tutte le sue abilità per uscirne vivo, coadiuvato dall’esotico e carismatico Darko Kerim (capo della sezione turca del Servizio Britannico) e del solito amico e “collega” francese Renè Mathis. Nella cornice incantata di Istanbul, cesura per antonomasia tra il mondo occidentale e quello orientale, Fleming racconta di battaglie fra banditi bulgari al soldo dell’URSS e spietati gitani amici di Kerim, di omicidi fra spie e di una tensione palpabile che cova sotto le ceneri di un mondo addormentato e ignaro. In questo crocevia di tradimenti e alleanze, Bond e la Romanova – pagina dopo pagina sempre meno traditrice e, come da copione, sempre più infatuata di 007 – cercheranno di raggiungere Parigi con l’Orient Express ma la fuga sarà più dura e rischiosa del previsto, in un crescendo di claustrofobica tensione. Come anticipato, l’autore qui è al suo meglio e regala a fan e neofiti la sua gemma più preziosa. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film del 1963 diretto da Terence Young e interpretato da Sean Connery, Daniela Bianchi e Robert Shaw, trasposizione di grande successo che sdoganerà ufficialmente James Bond come icona planetaria di fascino maschile.