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Dalle parti di Leonardo Sciascia

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Racalmuto gronda di memorie sciasciane. Qui l’indimenticabile scrittore ha trascorso gli anni non dorati della sua giovinezza; qui si è formato; ha collocato il centro del suo piccolo universo fantastico e reale, ovvero la casa nella tenuta della Noce. Qui, soprattutto, ha rinsaldato amicizie a cui è rimasto fedele negli anni, ad esempio confermando la sua appartenenza al circolo della Concordia. Da questo luogo così denso di significati, dunque, lo scrittore parte poi alla scoperta di un mondo più vasto. Ma sempre legato a quei luoghi, anche dolorosi, in cui si consuma il dramma quotidiano dei minatori. Fra essi il padre Pasquale e il fratello Giuseppe, morto suicida. Una cicatrice, questa, che mai si rimarginerà. Non piacevole è anche il ricordo dell’attività di maestro, in aule disadorne con alunni devastati dalla miseria. Ma sono proprio queste esperienze brucianti, come anche la percezione dell’invasiva presenza mafiosa, a forgiare il carattere e l’arte dello scrittore. Certo, c’è anche la brancatiana Caltanissetta e l’irredimibile Palermo. E scrittori ed intellettuali, ma pure giovani di talento, di cui diviene punto di riferimento. Ma al centro di tutto resta la nativa Regalpetra…

Salvatore Picone e Gigi Restivo non hanno scritto l’ennesima biografia di Sciascia, attenendosi ai canoni consueti del genere. Hanno fatto, e in modo impeccabile, qualcosa di più e di diverso: hanno pazientemente incasellato le tessere di un mosaico in cui la vita e il libro si incrociano e fecondano continuamente. Così, da una posizione di sicuro privilegio, hanno tracciato una fisionomia dello scrittore siciliano ricca di particolari poco noti, o addirittura sconosciuti. In ciò favoriti dalla dimestichezza con lui; dall’appartenenza a quel vivace gruppo di giovani costituitosi attorno al brioso foglio << Malgrado tutto>>, tenuto a battesimo dallo stesso Sciascia; dalla profonda conoscenza dei luoghi e delle persone che il maestro frequentò ed amò. Così, quello che è congegnato come un saggio, spesso declina piacevolmente verso l’appassionata ricostruzione memorialistica, affollata di personaggi che hanno fatto la storia letteraria, e non solo, dell’Italia del Novecento. Il volume di Picone e Restivo, dunque, diventa esso stesso un viaggio nella memoria a cui è bello partecipare. Che intriga ed affascina quel lettore che Sciascia ha amato, sia come scrittore che come grande uomo tenace e rigoroso. Uomo che ha saputo denunciare l’ingiustizia e l’impostura senza mai scendere a compromessi.