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Dante

Dante

Nel Paradiso, Cacciaguida – avo di Dante – racconta di essere stato addobbato cavaliere, secondo il rituale, dall’imperatore Corrado; ma nel XII secolo l’addobbamento, come il poeta lo conosce, ancora non esisteva: Firenze è in fermento economico e la grande mobilità sociale rimescola gli status delle famiglie e, con essi, le reti di amicizie personali e politiche. Il giovane Alighieri è figlio di usurai, vive delle rendite di possedimenti e transazioni finanziare, frequenta i magnati e ne assume lo stile di vita dedito alla poesia e alla filosofia. Si innamora: Beatrice Portinari, al di là della sua figura poetica, è una donna esistente e sposata, eppure Dante non mostra alcuna gelosia. In effetti, come sono regolati, nella Firenze del Duecento, i rapporti tra uomini e donne? Nel frattempo, il poeta mette a frutto la sua formazione non soltanto in poesia e filosofia, ma soprattutto nella ars dictaminis – la tecnica di scrittura politica e diplomatica – e nella politica: è in prima linea, in guerra e nei partiti, nella vita pubblica della sua città. Proprio questo segnerà la sua rovina: le rivalità tra fazioni sono acerrime e l’impegno politico costringe Dante a un’esposizione pericolosa e ad azioni che gli costano l’accusa di baratteria e quindi l’esilio; che lo conduce a peregrinare in un’Italia di comuni e corti, di dura partigianeria e adulazione servile, di fama poetica e alterne vicende politiche...

Per comprendere il profilo storico del sommo poeta è necessario tener conto di un’ampia varietà di testimonianze, seppur radicalmente insufficienti per l’importanza di un personaggio della statura di Dante. Abbiamo i numerosi quanto criptici riferimenti alla vita dell’autore sparsi nelle sue opere, le biografie di Boccaccio e dell’umanista Leonardo Bruni, i documenti e le fonti d’archivio e, preziosissime, le conoscenze dell’attuale disciplina storica; alla luce delle quali possono essere interpretate, incorporate e chiarite le informazioni disponibili e le stesse parole del poeta. Questo di Alessandro Barbero è un saggio di metodo accademico e rigoroso; il quale interviene nel dibattito attuale senza semplificarne o sottovalutarne i molti aspetti complessi e addirittura intricati, arricchendolo dell’apporto di un punto di vista preciso: quello dello storico. Impietoso, l’autore non esita a porre in evidenza gli aspetti umani e materiali della biografia dantesca, confrontandosi onestamente con le numerose lacune di informazioni e con la critica letteraria e filologica; tuttavia mantenendo come obiettivo solo l’arricchimento della nostra conoscenza, senza cedere al revisionismo malizioso o alla provocazione. La bravura di Barbero sta nel tessere tutto questo in una narrazione ordinata, che segue la vita di Dante dalla posizione dei suoi antenati al ceto di appartenenza, dall’infanzia all’età adulta, dall’impegno politico nel comune fiorentino alle vicende dell’esilio. Grazie a un’ottima prosa e quasi narrativa, oltre che a una netta separazione tra il discorso principale e i riferimenti bibliografici, mantenuti nell’ampio spazio dedicato alle note, il saggio risulta accessibile anche a chi non è specialista, ma vuole confrontarsi con una biografia solida e inaspettatamente avvincente.