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Dante Alighieri ovvero Durante di Alighiero degli Alighieri

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Durante di Alighiero degli Alighieri, universalmente conosciuto come Dante Alighieri, vede la luce in una Firenze ancora segnata dalla sconfitta subita cinque anni prima nella battaglia di Montaperti da parte dei Senes. La sua famiglia appartiene alla fazione Guelfa, ma non viene bandita dalla città per via della condizione di indigenza in cui è ormai decaduta. Al padre di Dante non restano che poche proprietà, insufficienti persino a sfamare la famiglia. La madre a causa di una morte precoce lo lascia orfano in tenera età e dalle poche informazioni ricavate pare che Dante maturerà la su indole malinconica sia da questo evento che dalla scarsa affabilità rivelata dalla matrigna e dai fratellastri. L’unico episodio del periodo giovanile di cui ci mette a parte con dovizia di particolari è quello legato all’incontro con Beatrice Portinari, figlia di un banchiere che gode a Firenze di riconosciuto prestigio sociale. Dante se ne innamora fin dal primo momento, provando per lei un sentimento di amore puro ed angelico, che è acceso dalla straordinaria bellezza della fanciulla ma nel quale egli intravvede purezza e candore tali da idealizzarla. Tale sentimento, accresciuto e affinato dalle lezioni apprese alla corte dei poeti che si formano attorno alla figura del Maestro Bruno Latini, accompagnerà l’intero percorso della sua futura attività letteraria. E non verrà mai meno nel corso della sua tormentata parabola esistenziale…

Indro Montanelli o lo si prediligeva o lo si detestava, ma lo si leggeva sempre. Soprattutto quando la sua vena arguta si distoglieva dall’analisi della cronaca politica, il tono debordante delle opinioni con cui la commentava si ammansiva e la sua penna versatile, alla stregua di un cesello, iniziava a scolpire i ritratti dei personaggi storici più celebri. Quelli le cui opere artistiche, le gesta politiche e le imprese militari, dall’antica Grecia fino all’Italia risorgimentale, hanno lasciato una traccia indelebile lungo il corso dei secoli. In una galleria di tali icone non poteva mancare un profilo dedicato a Dante Alighieri. Quello che viene proposto ora all’attenzione del lettore fu composto nel 1993 per un’opera a fascicoli in allegato al quotidiano “Il Giornale”. Si tratta di un ritratto scarno ma essenziale, dai lineamenti netti e cesellati, in cui nondimeno è rilevabile il giudizio come sempre inflessibile del giornalista toscano, e un gustoso affresco della Firenze coeva a far da sfondo al racconto delle vicende del sommo poeta. In occasione della ricorrenza del settimo centenario della scomparsa del protagonista, lo ristampa in un libretto breve e tirato in sole cinquecento copie l’editore De Piante. Impreziosito dall’introduzione di Gianfranco Ravasi, il testo trova collocazione nella collana gli Aurei, che propone libri cuciti a mano di autori del Novecento in una veste semplice, rigorosa, all’insegna della migliore tradizione tipografica italiana. Dunque, si tratta di una preziosa chicca che consigliamo vivamente di leggere e collezionare.