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Daphne Caruana Galizia. Un omicidio di Stato.

Daphne Caruana Galizia. Un omicidio di Stato.

Daphne Caruana Galizia è stata uccisa nel primo pomeriggio di lunedì 16 ottobre 2017 a Bidnija, Malta. È stata fatta saltare in aria con una bomba piazzata sotto la sua auto e azionata a distanza. La giornalista maltese, autrice del blog Running Commentary, si stava dirigendo in banca a incassare gli assegni firmati dal marito: i suoi conti bancari erano infatti stati congelati dal ministro dell’economia Chris Cardona nell’ambito della causa per diffamazione che quest’ultimo aveva avviato nei confronti della donna. Il primo a precipitarsi sul luogo dell’attentato è stato suo figlio Matthew: i resti di sua madre erano sparsi in un campo adiacente la strada. Nell’indagine che è seguita, le persone accusate di omicidio sono state tre: George Degiorgio, suo fratello Alfred e Vincent Muscat. Questi tre personaggi sono i cosiddetti esecutori materiali dell’attentato, coloro che hanno costruito, posizionato e azionato l’ordigno. La vera domanda è: da chi sono stati assoldati? Su Running Commentary Daphne aveva ribaltato la scena politica, economica, finanziaria e sociale di Malta come fosse un calzino, portando alla luce un mondo sommerso dalla corruzione, dall’avarizia e dalla sete di potere. Aveva rivelato che la moglie dell’ex primo ministro Joseph Muscat ha incassato una mazzetta di un milione di euro dalla famiglia del presidente azero. Aveva anticipato lo scandalo dei Panama Papers, che ha visto coinvolti anche Keith Schembri e Kondrad Mizzi, due politici di spicco. Inoltre, aveva scritto che questi due uomini hanno ricevuto ingenti somme di denaro da Yorgen Fenech, un imprenditore che, nel 2016, ha versato 441.000 euro sul conto di uno degli assassini di Daphne. Nel suo blog alla berlina sono inoltre finiti il ministro dell’economia Chris Cardona, l’uomo d’affari iraniano Ali Sadr, il Re dei passaporti Christian Kälin e molte altre figure. È possibile che tra questi ci sia il mandante dell’omicidio?

Secondo Carlo Bonini (giornalista de “la Repubblica” e autore, tra l’altro, di Suburra, ACAB e L’isola assassina), Manuel Delia (scrive sul blog “Truth Be Told” e sul “Sunday Times of Malta”) e John Sweeney (lavora per la BBC ed è autore di Scientology. La chiesa della paura) la risposta è sì: il mandante è senz’altro uno di questi personaggi. Anzi, dal titolo originale dell’opera, Murder on the Malta Express: Who Killed Daphne Caruana Galizia?, sembra che gli autori vogliano fare intendere che, verosimilmente, più di un personaggio avrebbe voluto commissionare l’assassinio della giornalista maltese. La traduzione in italiano (Un omicidio di stato) è invece dovuta al fatto che “le autorità hanno bloccato o ostacolato il corso della legge al punto tale da rendere inevitabile il suo assassinio”. Ma, a quanto pare, il reale mandante dell’attentato è una persona sola, come hanno svelato le indagini e come rivelato nel capitolo postumo del libro (Sbrigatevi a ucciderla), aggiunto nell’edizione in italiano di questa inchiesta. Sarebbe facile scrivere allora questo benedetto nome, ma, allo stesso tempo, ingiusto e irrispettoso nei confronti di Daphne. Gli stessi autori, nel capitolo Chi ha ucciso Daphne Caruana Galizia? raccomandano al lettore di “resistere alla tentazione di iniziare il libro partendo da questo capitolo”, in quanto “sono sbigottiti di fronte alla profondità della corruzione che Daphne è riuscita a far emergere”. Il proposito di questo libro non è infatti quello di individuare l’assassino della giornalista, bensì quello di omaggiare il suo lavoro, di permettere a un pubblico più vasto – Running Commentary era in prevalenza letto dai cittadini maltesi – di toccare con mano la corruzione e lo schifo (perché di schifo si tratta) che appesta l’isola di Malta. In sedici capitoli, Bonini, Delia e Sweeney riassumono ed elaborano, in prospettiva dell’attentato, gli articoli più scandalosi e sensazionali apparsi sul blog di Daphne, mostrando come lei, grazie alla sua tenacia, alla sua intransigenza e alla sua giustezza (nel senso ebraico tsadaq: “essere giusti”) abbia potuto sfidare e vincere contro gli uomini più potenti di Malta. Daphne Caruana Galizia è un faro che si staglia e illumina il mondo del giornalismo.