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Dark Ladies – Racconti di paura di scrittrici vittoriane

Dark Ladies – Racconti di paura di scrittrici vittoriane

Nell’era vittoriana le notti sono rigide come poche altre. In una di queste Napoleone, in preda agli incubi, si sveglia da un sogno tormentato e viene condotto in un’ala misteriosa del suo palazzo, nella quale si sta tenendo un banchetto. I volti dei commensali sono spenti e diafani. Essi sono i nemici che la sua spada ha trapassato da parte a parte sul campo di battaglia... All’ultima casa di via C., a Londra, la giovane e bella Dorothy si innamora di Mr. Everest. Sembra che nulla possa scalfire la gioia che governa quei giorni idilliaci, trascorsi nella casa delle vacanze insieme alla famiglia e al suo innamorato. La prospettiva di allontanarsi da lui è straziante a tal punto di rifiutare di accompagnare la madre in città, preferendo prolungare ancora di qualche giorno il suo periodo di villeggiatura. La disgrazia, tuttavia, non conosce vacanza. Sarà nella notte della partenza della madre che, bussandole alla finestra, un’oscura presenza la risveglierà dai suoi rosei sogni di ragazza... Durante una di queste notti eterne e senza sonno, Harcourt Blunt non si dà pace. Non comprende infatti come la bella Salomè, figlia di un negoziante orientale di Venezia, sia sparita nel nulla per poi ricomparire misteriosamente al cimitero del Lido. Quando la vede, incantevole e dorata come l’ambra, lei non gli rivolge uno di quegli sguardi pieni d’amore che tanto lo avevano ammaliato. I suoi occhi sono spenti, abbassati su di una lapide dalle incisioni illeggibili. Che cosa le è successo? In quale mondo è intrappolata la sua anima?

Sono proprio le anime perse le protagoniste di questi racconti gotici, scritti da magistrali penne femminili. Castelli, carrozze, sussurri, case abbandonate e soffitte fin troppo rumorose sono pronti a suggestionare ad ogni pagina. La figura del fantasma è da sempre di grande fascino per molte culture e correnti religiose. Antica quanto il mondo stesso. Per chi non crede che esistano, la loro nascita si può spiegare con la necessità umana di accettare la morte, la paura della morte. Il bisogno quindi di raccontare a noi stessi che non finirà così e che potremmo tornare, in qualche forma, su questo mondo che tanto abbiamo amato. Per chi invece crede, la storia è molto più complessa. A raccontarcela in questo volume di grande formato e dalla grafica fascinosa sono Charlotte Brontë, Elizabeth Gaskell, Willa Cather, Vernon Lee e molte altre che ci accompagneranno attraverso i due secoli scorsi, mostrandoci come questa sinistra figura sia cambiata nel corso del tempo. La visione del fantasma era attribuita alla debolezza femminile. Cioè erano solitamente le donne, in quasi tutti i casi le più povere e mal istruite, a credere nella loro presenza. La compostezza e la mente salda e in salute dell’uomo non gli consentivano di lasciarsi andare a simili fantasticherie. Per quasi un secolo, le donne vittime di nevrosi, depressione e persino insonnia venivano accusate di essere volubili e di lasciarsi trasportare da visioni deliranti. Sono proprio le donne, come autrici, a riscattare le loro simili. All’interno delle pagine conosceremo antichi nemici di guerra, vecchi amori dal tragico destino, anime che cercano vendetta ed altre che bramano risposte. Gli stili sono sempre diversi ed esemplari, mostrando lati inediti delle autrici più amate della storia. L’evoluzione della figura del fantasma, tuttavia, è poco chiara. Per quanto ogni racconto sia in grado di trasportarti completamente nella storia narrata, non vi è un esplicito cambiamento nel modo in cui i fantasmi appaiono, comunicano o ricercano uno scopo. In questo senso, la scelta dei racconti potrebbe essere stata più mirata. Tuttavia l’opera, se considerata al netto di questo intento, è una chicca vera e propria. Gli ultimi racconti mettono in luce tre autrici italiane dell’epoca: Grazia Deledda, Matilde Serao e Luisa Saredo. È stato motivo d’orgoglio constatare che non hanno nulla da invidiare alle più famose colleghe.