Salta al contenuto principale

Dave

Dave

Sono le venti e qualcosa quando Syz si sveglia. Accanto a lui ci sono Pawel, una serie di energy drink, dei sacchetti di patatine e dei vecchi manuali di coding. Di fronte a loro, schermi con il frutto del loro codificare e programmare. A poco a poco, Syz riprende coscienza e si ricorda che di lì a poco ha un inserimento: deve mostrare a un neofita il laboratorio. Arrivato ai tornelli vede la persona in questione e ne rimane ammaliato, si chiama Khatun e lavora in ospedale, qualche piano di sotto. Syz inizia a farle da Cicerone: ora si trovano nell’open space, dove lavorano su tre turni, mattina, pomeriggio e sera; sono divisi in settori, dalla A alla G, a seconda delle competenze riguardanti gli script. Sono quattromila programmatori, moltiplicati per dodici ed esistono già mezzo milione di script, volti solo a un unico scopo: DAVE, la prima intelligenza artificiale capace di miglioramento autonomo e ricorsivo. Ogni due settimane, DAVE viene mandato in un ambiente virtuale per scovare possibili errori negli script, in una simulazione che anticipa ciò che DAVE potrà essere nel futuro. Mezz’ora dopo, l’inserimento è finito, quando comincia a suonare una sirena che vuol dire solo una cosa: è scattato l’allarme centrale…

L’Intelligenza Artificiale e le sue applicazioni sono, nel bene e nel male, da tempo sulla bocca di tutti. È normale dunque che questo tema – senza scomodare i grandi maestri della letteratura distopica – sconfini anche nel campo della letteratura, non necessariamente in rapporto all’uso che se ne fa all’interno. Con questo Dave la scrittrice austriaca Raphaela Edelbauer (La terra liquida, Gli incommensurabili) si approccia al tema mischiando la forma-romanzo a numerosi tecnicismi, forse troppi e a volte indecifrabili: difficilmente si viene a capo di alcuni passaggi se non si è esperti del settore. Per dipingere il mondo che verrà, la Edelbauer non immagina nulla di originale: un futuro distopico in cui la Terra è diventata inabitabile – perché popolata da 45 miliardi di persone; una folta élite che riesce a cavarsela; l’instaurazione di un regime che venera un feticcio: DAVE; lo scotimento di coscienza del protagonista, Syz, che si accorge che è tutto una farsa. Insomma, il plot più antico del mondo per la tecnologia più all’avanguardia che ci sia. Critica sociale pressoché assente. Qualche doveroso monito sull’uso dell’AI all’umanità, ma davvero niente di più.