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Degli amanti non degli eroi

Degli amanti non degli eroi

Storia d’amore e Lux Hotel sono i due poemetti - entrambi introdotti da una “didascalia” utile a collocarli nello spazio e nel tempo nonché a dar loro corpo nell’immaginario del lettore - che compongono questo libro. Nel primo poemetto la scena è per Gabriele, sedicenne vitale e impetuoso, per Anna, ragazza di vertiginosa bellezza, e per il loro incontro: “Ciao, / bizzarro caso vuole / che mi ritrovi all’uscita della scuola / con il migliore degli sguardi sfoderato, Ciao, / ripeti con le labbra / senza che voce si presenti / mentre non so quale tesoro / cerchi tra le rughe dell’asfalto […] Non vedi gli occhi che ti spolpano / le mani lunghe sul punto d’afferrare / da pescatore che issa la sua preda”. La storia d’amore tra i due giovanissimi si dipana tra l’ottobre millenovecentonovantadue e il dicembre millenovecentonovantatré, tempo brevilungo, un anno o poco più, veloce eppure denso e indimenticabile, come può essere solo quello che si consuma nelle storie tra adolescenti. Nel secondo poemetto protagonista è il gioco del poker all’italiana, quello in cui “vince chi ha le spalle larghe e la tasca già piena, ovvero chi ha vinto già prima di giocare”, come avverte la didascalia iniziale. Perché il poker qui non è solo un gioco, ma è anche una sfida sull’arco teso della vita: “I mestieri non l’inventi su due piedi, / e smazzare carte, / contare fiches madreperlate, / non è certo faccenda da camerieri, / sentire puntati / i loro sguardi / complica anche l’atto del respiro”…

I due poemetti che compongono questo libro di sicuro interesse e di indubbio fascino per i lettori si muovono tra il passato e il presente di un percorso poetico denso e coerente. Nel primo è protagonista una storia di amore adolescente, una storia, unica e comune insieme, vissuta in un contesto di provincia duro e feroce, di quella durezza e ferocia che forse solo in provincia può trovare radici e picchiare a fondo. Questo amore, però, è anche momento di educazione sentimentale e strumento di salvezza: “Amare nella lingua della luce / io non sapevo / poi tu a passo immacolato / guerriera rintanata nel piumino / hai bussato alla mia vita / ed ecco fatta la rivoluzione / d’amore innalzato ad altro amore [...]”. Nel secondo invece si narra una partita a poker, inquietante ma forte di una sua forza originale e unica, fatta di apparenza e smascheramento, di sonante retorica e di quotidiana miseria insieme. Daniele Mencarelli collabora con quotidiani e riviste per cui si occupa di cultura e società. È autore di quattro romanzi di successo, tra i quali il più noto al grande pubblico è Tutto chiede salvezza (2020), da cui è stata tratta l’omonima serie Netflix. Con questo nuovo libro e i due poemi, diversi eppure complementari, che vi sono contenuti, torna alla poesia, confermandosi poeta di salda creatività e di solida vocazione letteraria.