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Delictum - Una detective nell’antica Roma

Delictum - Una detective nell’antica Roma

Modesto è segretamente innamorato di Tullia, ma il padre Tirone non approva per niente: “C’è un motivo per cui ti ho chiamato Modesto. Perché tu tenga sempre a mente quale deve essere il tuo contegno. Soprattutto riguardo a Tullia. Lei è la figlia prediletta di Marco Tullio Cicerone, il più famoso avvocato di Roma, e tu il figlio del suo segretario”. Ma lui per lei è disposto a fare di tutto, come far sparire dalla biblioteca del padre le commedie scollacciate di Plauto per permetterle di leggerle di nascosto. Intelligente e vivace, Tullia mal sopporta le regole che la vogliono quasi in età da marito e in casa a tessere e filare; si finge ingenua perché gli adulti parlino liberamente mentre lei è in zona, ascolta tutto, mette insieme i pezzi e fa ipotesi. Obiettivo finale: farsi prendere sul serio dal padre che da quando è arrivato il fratello Cicci non ha occhi che per lui. Appena il padre raggiunge lei e famiglia nella tenuta di Tuscolo, un uomo avvolto in un mantello scuro si presenta e chiede udienza. Curiosi, Tullia e Modesto ascoltano nella penombra: è Lucio Annio Crispo, un suo vecchio amico, che ha bisogno di aiuto. La sorella Annia Prima è accusata non solo di aver ucciso il figliastro (morto avvelenato dopo che lei gli ha somministrato uno sciroppo alle erbe) ma anche di magia e stregoneria. Cicerone esita a prenderne la difesa perché il processo comprometterebbe i suoi progetti politici, ma Tullia è determinata ad indagare: vuole scoprire se Annia è innocente come afferma Lucio Crispo e portare le prove al padre perché la scagioni evitandone la condanna a morte per strangolamento. Niente può fermarla dal dimostrare il suo talento investigativo e il fatto che le ragazze non sono nate solo per dedicarsi ai lavori femminili...

Delictum di Lia Celi appare in Giallo e Nero, una collana di gialli dedicata ai ragazzi dai 9 ai 12 anni, caratterizzata da trame intricate, suspense, crimini ed enigmi da risolvere. Ambientato nella Roma del I secolo a.C., al tempo della guerra civile tra Cesare e Pompeo, si configura come un “componimento misto di storia e d’invenzione”: i personaggi principali (la famiglia di Cicerone, il segretario Tirone, Catone il Giovane, Catullo e Clodia) appartengono ai libri di storia così come gli eventi citati (guerre civili e cacce alle streghe) mentre tutto il resto - a partire dall’io narrante Modesto - è inventato ma plausibile per il periodo di riferimento. Niente lezioni di storia in queste pagine però: solo un bel giallo che offre un sapiente mix di finzione e realtà, in cui non mancano morti ammazzati, intrighi, tradimenti, magia, caccia alle streghe, persecuzioni di innocenti e indagini volte a scoprire la verità e fare giustizia. Sebbene pensata per un pubblico di adolescenti, la lettura risulta godibile anche per un pubblico adulto: la fusione di elementi storici ed elementi frutto della fantasia dà vita ad una narrazione piacevole e capace di insegnare divertendo, grazie all’alternarsi di scene serie e spassose. La scrittura è scorrevole e ha un ritmo che trascina senza cedimenti dalla prima all’ultima pagina. Molto interessante il focus su come le donne colte ed indipendenti venissero viste a quell’epoca: erano a dir poco mal tollerate, le loro aggregazioni destavano negli uomini parecchia preoccupazione al punto che chi ne faceva parte veniva alla prima occasione utile tacciato di stregoneria, pratica per cui era prevista la pena di morte. Per non parlare del trattamento riservato alle donne di scienza (come Aganice di Lamia, l’astronoma tessala citata nel romanzo): dipinte come ciarlatane, hanno spesso visto la loro grandezza misconosciuta o volutamente destinata all’oblio dagli storici antichi. Una mentalità che ha ingiustamente e pesantemente influenzato le vite femminili per parecchi secoli quindi è molto bello che un libro rivolto ai giovani di oggi tratti questo argomento.