Taranto. La commissaria Silvia De Luca ha presentato le dimissioni dalla Polizia, dopo un’indagine particolarmente dolorosa. Un anziano è stato ucciso dal figlio per motivi economici e quel caso le ha lasciato una ferita profonda, anche perché le ha riportato alla mente la figura del padre scomparso. Il questore, tuttavia, non ha accettato le dimissioni e le ha imposto un periodo di ferie, convinto che si tratti soltanto di una fase difficile. Silvia da una parte sente il bisogno di allontanarsi dal lavoro, ma dall’altra non riesce a immaginare di smettere di proteggere le persone. Guidando senza una meta precisa per le strade di Taranto, è tormentata dai ricordi del padre e dal peso delle esperienze vissute. Mentre cerca di ritrovare dentro di sé un equilibrio, si convince che forse quella può essere l’occasione per iniziare una nuova fase della vita. Nel frattempo, all’interno della sezione omicidi, la notizia delle sue dimissioni e del successivo congelamento della decisione alimenta discussioni e supposizioni sul suo possibile sostituto. Il vicecommissario Sauro, abituato per anni a seguire le direttive di Silvia senza assumersi particolari responsabilità, si trova improvvisamente disorientato e la sua preoccupazione aumenta quando viene informato di un grave episodio avvenuto alla Salinella: una donna di circa trent’anni è stata accoltellata dal convivente e versa in condizioni critiche. L’aggressore è fuggito e occorre rintracciarlo al più presto. Sauro, sotto pressione, invia sul posto l’ispettore Gentile e una collega. Contemporaneamente Silvia, rientrata a casa, riceve la telefonata della madre, con la quale aveva fissato un pranzo e che la sta aspettando. Le due pranzano in un ristorante affacciato sul mare della Città Vecchia e parlano di Costantino, fratello di Silvia, che sembra attraversare un momento difficile con la compagna Marta…

Due omicidi separati da vent’anni ma accomunati da una stessa famiglia, in un intreccio che procede tra segreti nascosti, verità incompiute e rapporti umani complessi. Ecco il nucleo intorno a cui si sviluppa il romanzo giallo di Claudia Girardi, al centro del quale c’è la commissaria Silvia De Luca, chiamata appunto a occuparsi dell’assassinio di Andrea Urselli, un insegnante stimato e apparentemente privo di nemici. L’indagine assume fin da subito una dimensione particolare, perché il delitto avviene nel palazzo dove la stessa Silvia ha trascorso gli anni dell’infanzia. A rendere il caso ancora più inquietante è il legame con un altro omicidio: quello di Natale Urselli, padre della vittima, ucciso vent’anni prima in circostanze mai chiarite. Convinta che tra i due eventi esista un filo nascosto, la commissaria decide di approfondire una vicenda che molti considerano ormai archiviata. Silvia De Luca è tutt’altro che un’investigatrice infallibile; è una donna che affronta dubbi, fragilità e conflitti personali. La sua volontà di fare chiarezza si scontra spesso con ferite ancora aperte e con una vita privata che fatica a trovare stabilità. Questa dimensione umana la rende credibile e vicina al lettore, senza mai sottrarre spazio alla componente investigativa. La narrazione alterna gli sviluppi dell’inchiesta a incursioni nel passato, che permettono di ricostruire gradualmente eventi, rapporti e tensioni legati alla famiglia Urselli. Questa struttura contribuisce a mantenere viva la curiosità, perché ogni nuova scoperta illumina aspetti precedentemente rimasti in ombra e modifica la percezione dei personaggi coinvolti. Accanto al mistero principale, poi, trovano spazio anche le dinamiche interne alla squadra investigativa e i rapporti personali della commissaria. In particolare, il legame con l’ispettore Giulio Gentile introduce una componente emotiva che accompagna la storia senza tuttavia alterarne il ritmo. La scrittura della Girardi procede con chiarezza e attenzione alla costruzione della suspense. Gli indizi vengono distribuiti con equilibrio, i sospetti cambiano volto più volte e il lettore è continuamente invitato a riconsiderare le proprie ipotesi. L’autrice costruisce così un’indagine che non si limita alla ricerca di un colpevole, ma riflette anche sulle conseguenze delle omissioni, dei rancori e delle verità nascoste. In questo modo Girardi riesce a proporre un romanzo capace di coinvolgere sia gli appassionati del genere sia i lettori interessati a vicende umane ricche di sfumature e di nodi da sciogliere.