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Delitto sul lago

Delitto sul lago

Tra la Prenestina e via di Portonaccio, a Roma, è stato ritrovato il corpo senza vita di un uomo. Quando il vicequestore Piersanti Spina arriva sul limitare di un piccolo lago artificiale stenta a credere di trovarsi a un paio di chilometri dal commissariato di Tor Pignattara. Al centro galleggia un cadavere, emerge solo la schiena e la nuca, è immobile con il piede sinistro incagliato sul fondale. Se con lo sguardo si abbraccia tutta la scena e si escludono i rumori del traffico si potrebbe pensare di essere nel Wyoming. Il caldo è asfissiante. Sia gli agenti che gli uomini della Scientifica sudano copiosamente e fanno fatica a fare qualsiasi cosa: Spina invece non suda, non si lamenta. Ma ad un tratto le condizioni esterne provano anche lui, che perde i sensi. Spina non sente il caldo, né il freddo, né il dolore, avverte poco anche i sapori, la sua è una condizione per alcuni invidiabile, per lui no, costretto a mettersi sveglie per bere, bagnarsi testa e polsi, muoversi. Ma Spina non ha tempo da perdere e la sua condizione è solo un impiccio in un caso difficile, in un momento come quello che sta vivendo difficile anche sul piano sentimentale. È proprio il piano sentimentale torna a farsi strada, una giornalista bella e famosa con la quale aveva avuto in passato una relazione entra in scena suggerendo una direzione...

Torna Piersanti Spina, torna con le sue peculiarità, con la sua squadra, le sue dinamiche. Dopo Il venditore di rose, uscito per Einaudi Stile Libero lo scorso anno, a mettere alla prova l’intelligenza e l’intuito del vicequestore un nuovo caso che inizialmente si profila come un regolamento di conti per strozzinaggio, ma che invece si sposta presto su binari molto diversi. Così come sembra distante da tutto il resto quella piccola oasi naturale popolata da uccelli colorati, pesci e animali rispetto alla metropoli che la circonda. Chi ha letto il libro precedente avrà qualche carta in più rispetto ai nuovi lettori che però non saranno penalizzati dall’essersi imbattuti in questa storia, avranno semmai voglia di tornare indietro e capire da dove i protagonisti sono arrivati. Un romanzo costruito per immagini, con capitoli brevi molto visivi, la scrittura di Dario Sardelli è asciutta ed essenziale, cinematografica, non stupisce infatti che l’autore pugliese che lavora a Roma sia oltre che uno scrittore anche autore televisivo e sceneggiatore. La foto è concessa in licenza Creative Commons da Mario1952.