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Dell’amore e altri disturbi

Dell’amore e altri disturbi

Giorgio ha il cuore piccolo per una malformazione fisica. Non può correre, non può affaticarsi ma soprattutto non può emozionarsi. Non troppo almeno. Per un bambino della sua età, non poter giocare con i suoi coetanei è un dolore molto grande. Giorgio immagina allora. Immagina di correre, di saltare, di combattere contro nemici immaginari. Giorgio guarda il cielo e si rilassa. Ama l’azzurro. Suo padre, che è un sarto, decide di accontentare questo suo desiderio: ogni suo vestito ha una diversa tonalità di azzurro. A Natale guarda i suoi cuginetti che giocano e lui è in disparte, seduto al tavolo degli adulti. Tanti anni dopo, Giorgio ricorda ancora quel dolore. Ora è un pilota e il suo cuore non ha più problemi. Sarà questo il suo ultimo volo, l’ultima completa immersione nel suo azzurro… Barbarella conosce Giorgio per caso, ed è subito amore. Lei è perfettamente consapevole di non essere l’unica donna della vita di Giorgio, eppure riesce a non pensarci troppo (almeno quando sono assieme). Durante uno dei loro incontri, Barbarella è costretta a rivelare a Giorgio una verità che potrebbe allontanarli: lei aspetta un figlio da lui… Gilda ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle. Soprattutto Giorgio. Il loro matrimonio è finito. Non ha più voglia di compromessi, ha voglia solo di tempo per se stessa. Prende il primo treno. Non è importante quale sia la direzione. La cosa importante è andare via, lontano…

La raccolta è composta da tredici racconti molto brevi. Cominciando a leggere, ci si rende conto però che i protagonisti sono sempre gli stessi. C’è Giorgio, c’è Barbarella, c’è Gilda e sua figlia Elena. I racconti non scandiscono una cronologia netta. Si va avanti e indietro nel tempo. Ai protagonisti iniziali se ne aggiungono nuovi. Quello che tutto lega, quello che rende fluido l’impianto narrativo è l’amore. L’amore declinato in tredici modi diversi. L’amore dei genitori per i propri figli, la passione che lega due ragazzi, l’amore che ti delude e ti lascia sofferente, l’amore come un gesto di scelta quotidiana dell’altro in una vita semplice, fatta di routine. Barbara Rossi Prudente, sceneggiatrice e regista, ha una scrittura semplice e elegante, sinuosa. I suoi racconti si fanno leggere con piacere, incuriosiscono e fanno riflettere. Siamo in grado di amare davvero? Che siamo disposti a fare per amore? Possiamo vivere senza amore? Le domande non hanno ovviamente alcuna risposta se non quella che il lettore decide di dare, fermandosi a pensare. Come fosse un cortometraggio, questa raccolta di racconti mette a fuoco le nostre virtù e le nostre debolezze, la fragilità e la forza che solo l’amore può infondere.