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Desolation club - Senza freni

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Bek apre gli occhi. La giornata inizia come tante, con i genitori che lo aspettano per fare colazione, i pancake, lo sciroppo d’acero e suo padre che gli scompiglia i capelli. Qualcuno bussa alla porta, è sua cugina, la sua sola vera amica, ma sua cugina è morta e ciò che stava vivendo era frutto della sua immaginazione. Bek apre gli occhi. Stavolta è davvero sveglio, attorno a lui c’è oscurità, ci sono i suoi compagni di viaggio, ma Waka non c’è e non tornerà più. È talmente disperato che le lacrime non bastano, vuole picchiare chi ha intorno. Ha bisogno di sfogarsi. Si sente solo in un mondo di mostri. Le creature di quel luogo lo circondano, vogliono stringerlo, sono creature empatiche e avvertono il suo dolore, ma Bek e i suoi amici devono riprendere il viaggio, non possono smettere di cercare un posto che sia loro, dove costruire insieme qualcosa e vivere in pace. E lo troveranno solo se seguono le bolle gravitazionali verso sud, di paese in paese, con l’aiuto di una vecchia mappa. Partono con la speranza nel cuore ed è con stupore che d’un tratto si fermano scoprendo una nave del mondo antico. Sono secoli che si trova incastrata laggiù, perché non esplorarla? L’accesso è piccolo, è evidente che ciò che hanno imparato a lezione è vero: gli antichi erano più bassi e minuti, mentre oggi gli uomini hanno sviluppato arti più lunghi. All’interno è pieno di ossa, sembra un cimitero e il posto è inquietante. Ci sono ancora casse e casse di merce del passato, chissà cosa trasportavano. Mentre studiano l’ambiente qualcosa cambia, la nave ha uno scossone e all’improvviso la merce si sposta, le casse cadono e tutto trema. E sembra che uscire da lì non sia così facile…

Ribellione e desiderio di cambiamento fanno parte della vita di ciascuno, soprattutto se l’ambiente in cui si vive mette a disagio. Il gruppo di Bek aspira semplicemente a una vita migliore, ciò che tutti vorrebbero, ma quando si lascia ciò che si conosce ci si deve anche confrontare con l’ignoto, con scelte sbagliate, con la parte più oscura di sé. Persino gli amici con cui tutto sembra possibile, quelli che si conoscono da sempre, possono diventare ostili nei momenti di crisi e i conflitti rischiano di mettere in discussione l’obiettivo comune. Ciò che Bek e i ragazzi devono fare è cercare di superare questi momenti, accettare i propri punti deboli e andare fino in fondo. O tutto quello che hanno perso, lo hanno perso invano. Il secondo e conclusivo volume dell’opera di Lorenzo Palloni (prolifico autore italiano, fondatore nel 2011 del collettivo Mammaiuto, per l’autoproduzione di fumetti) e Vittoria Macioci (fumettista diplomata alla scuola Emile Cohl di Lione e membro della giuria dell’edizione Lucca Comics Award 2021), racconta il viaggio fisico e emotivo di un gruppo di adolescenti impegnati nella ricerca del loro posto nel mondo, per potersi costruire un futuro. Cosa non facile in una realtà fantascientifica distopica. Le tavole del volume sembrano seguire le emozioni dei personaggi, alternando i toni scuri e oppressivi a quelli delicati dei verdi e dei rosa pastello. Il valore dell’amicizia e il tema del viaggio sono i punti cardine della narrazione.