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Despero

Despero

A Bologna è luglio. Alle quattro del mattino, Kabra sta facendo colazione. Gocciole inzuppate nel latte. Come al solito pensa a Sarah, che sarà sicuramente tra le braccia di Tex. Da sotto arriva il suono del clacson di Pedro, il bassista dei Despero. Kabra capisce che è il momento di andare. Devono passare a prendere Teschio, il batterista. Durante il breve tragitto, Kabra si riaddormenta, e sogna Sarah: che lascerà Tex per mettersi con lui e anche che dirà addio agli Zeronero (la band di Tex), per ritornare nei Despero, la band fondata da Kabra, di cui è il chitarrista. Teschio sale, ma non pronuncia una parola fino a Rimini Nord. Sono diretti in Puglia, al Rockin’ the Beach Festival di Croce sul Gargano. L’ennesima fregatura. Arrivati, si dirigono subito nel backstage, che sarebbe un ammasso di lamiere all’interno del quale trovano il cantante, Zanna, la sua amante, Yoko, e poi il Magico, altro membro della band, e lo Sceriffo, tour manager. Proprio quest’ultimo ha l’infausto compito di comunicare ai Despero che non si potranno fare né prove né soundcheck. Zanna impazzisce, gli altri la prendono filosoficamente. Poi arriva sera, e iniziano i veri problemi: la scaletta è da rifare, perché a Zanna non piace, e in più viene comunicato che il set dei Despero è ridotto a mezz’ora, perché poi un coro di bambini dovrà cantare Imagine

Lo storico romanzo d’esordio di Gianluca Morozzi (Blackout, Radiomorte, L’età dell’oro, Colui che gli dei vogliono distruggere e molto, molto altro) viene oggi ripubblicato dalla Fernandel per festeggiare i 25 anni dalla prima uscita. Se sia ancora attuale, è tutto da verificare. È ambientato nella Bologna underground e rockettara degli anni Ottanta e Novanta, in un momento in cui chi voleva fare musica doveva sudare moltissimo per chiudere un contratto e, soprattutto, le riviste di settore proliferavano e decidevano delle sorti di una band. Se nel 2001 il contesto non era così dissimile, oggi è davvero totalmente cambiato. Ma questo non è necessariamente un difetto, anzi. Despero si apprezza proprio perché racconta di un mondo che non c’è più e di cui tutti sembrano avere nostalgia. Kabra – Cristian Cabra – è il ragazzo che tutti sono stati: timido, con una forte passione e, soprattutto, incapace di scendere a patti con i propri sentimenti e forse anche incapace di scendere a compromessi tout court. Poi c’è Sarah che, pur non essendo la protagonista, è quella che rende Despero un romanzo davvero godibile. Gli altri personaggi che via via appaiono sono allo stesso tempo importanti ai fini dello sviluppo, ma accessori rispetto al rapporto tra Kabra e Sarah. Che sia un romanzo d’esordio si capisce dal fatto che poco si scava nella ragione dietro alcuni retroscena (il rapporto tra Sarah e il padre, il rapporto tra Zanna e i genitori), che tuttavia a ben pensarci avrebbero rischiato di rallentare il ritmo incessante e rockettaro di Despero.